TIVOLI – Delitto “Diabolik”, convalidato l’arresto di “Rommel”: armi da guerra in casa

04 / 09 / 2019

E’ arrivato in ambulanza scortato da due auto della Polizia Penitenziaria. Si è presentato così stamane, mercoledì 4 settembre, alle ore 11 al Tribunale di Tivoli Fabio Gaudenzi, 47 anni di Formello, l’estremista di destra e sedicente “fascista di Roma Nord” ribattezzato dai camerati “Rommel”, protagonista del video choc divulgato lunedì scorso in cui annunciava di conoscere il mandante dell’omicidio di “Diabolik” Fabrizio Piscitelli, l’ex capo ultrà della Lazio assassinato lo scorso 7 agosto al Parco degli Acquedotti. Lunedì 2 settembre Gaudenzi, amico e braccio destro di Massimo Carminati condannato a 2 anni e 8 mesi nell’inchiesta “Mondo di Mezzo”, si era fatto arrestare dalla Squadra Mobile che nella sua casa a “Le Rughe” ha rinvenuto un revolver 357 Magnum e una mitraglietta tipo Uzi, entrambi nuove di zecca. Stamane in Tribunale a Tivoli l’arresto per possesso di armi da guerra è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari Mario Parisi davanti al quale Gaudenzi è stato assistito dall’avvocato Veronica Paturzo. “Rommel”, un passato da rapinatore ed ex ultrà giallorosso fondatore di “Opposta fazione”, si è avvalso della facoltà di non rispondere e l’interrogatorio di garanzia è durato pochi minuti in un Tribunale blindato e sorvegliato da agenti del locale Commissariato e dai militari della Compagnia carabinieri.

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Fabio Gaudenzi è stato accompagnato a bordo di un’ambulanza e tradotto nell’aula di udienza su una barella col volto coperto da un lenzuolo per poi essere riportato a Rebibbia. “Rommel” dovrà rispondere presso il Palazzo di Giustizia di viale Arnaldi della detenzione delle armi da guerra nell’inchiesta condotta dalla Procura di Tivoli diretta da Francesco Menditto competente per territorio su Formello. Sarà la Direzione Distrettuale Antimafia, invece, a indagare per verificare l’attendibilità delle dichiarazioni rese da Gaudenzi nel video choc diffuso lunedì scorso. Un video in cui il 47enne, incappucciato e con una pistola in pugno, sostiene di sapere chi ha ammazzato il suo amico “Diabolik”. Ma non solo. Nello stesso video “Rommel” dice di appartenere “dal 1992 a un gruppo elitario di estrema destra denominato ‘I fascisti di Roma Nord’, con a capo Massimo Carminati”, tirando in ballo, tra gli altri, anche Riccardo Brugia, fedelissimo del “Nero” e condannato anche lui nel processo “Mondo di Mezzo”. Fabio Gaudenzi farnetica, come sostengono in molti a cominciare dall’avvocato Giosuè Naso, difensore di Carminati? Fatto sta che il 47enne nello stesso video chiama in causa il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, considerandolo il suo unico interlocutore possibile, un magistrato in prima linea nella lotta alla ‘Ndrangheta: “Perché questa è la mafia vera, e non quella del 2014”, ha rimarcato “Rommel”.