Gaia, “ Nella danza del ventre ogni donna riscopre la libertà e il piacere di essere se stessa”

Gaia Canichella, 22enne di Villa Adriana, sin da ragazzina pratica la danza del ventre, una passione che con tanti sacrifici è riuscita a trasformare nel lavoro della sua vita. Subito dopo aver terminato gli studi al Liceo Linguistico ha, infatti, conseguito il un diploma di primo e secondo livello A.S.C. che le ha permesso di iniziare il percorso di insegnante di questa particolare e affascinante disciplina. Le lingue sono la sua seconda passione e nei momenti liberi si dedica alla lettura di libri in inglese e in spagnolo. Tipica bellezza mediterranea, carattere sensibile ma testardo e determinato, il suo sogno è quello di cimentarsi in spettacoli e competizioni di caratura internazionale .

di Valerio De Benedetti

Un’armonia di movimenti sinuosi e sensuali che coinvolge tutto il corpo e che travolge chi osserva. Originaria del Medioriente, la danza del ventre ha una tradizione millenaria alle spalle e oltre ad esprimere un fascino unico e particolarissimo può essere annoverata oggi a pieno diritto nelle discipline del benessere. Dei suoi benefici, su corpo e mente, ce ne parla la nostra testimonial di copertina, Gaia Canichella, danzatrice da quasi dieci anni, insegnante in diverse strutture del territorio tra cui la palestra Wave Arte & Fitness di Villa Adriana dove la incontriamo al termine di una delle sue lezioni. Lunghi capelli castani e occhi verdi, ci accoglie con il suo sorriso sempre raggiante e un leggero affanno: “Sembra facile, ma dietro c’è tanto lavoro”, ci confessa subito. La sua passione nasce quasi per caso, grazie ad un annuncio trovato su un volantino pubblicitario all’età di 13 anni. Da quel momento Gaia non ha più smesso, grazie anche al supporto di mamma Guendalina e ai consigli di papà Salvatore, scomparso solamente un anno fa. “La danza del ventre richiede una grande concentrazione, è necessario avere il pieno controllo di sé, i movimenti non sono scontati – spiega Gaia- tutti però possono cimentarsi in questa disciplina che anche in questo cambio stagione può essere un buon rimedio per lasciare l’estate alle spalle e ritrovare la giusta forma fisica”.

Gaia, quando è sbocciato questo amore per la danza del ventre?

Avevo solo tredici anni quando mia madre, leggendo un volantino pubblicitario coinvolse me, mia sorella e nostra zia a fare una lezione di prova.   Dopo le prime esperienze, loro hanno lasciato mentre io mi sono appassionata così tanto da aver trovato la mia dimensione. Dopo il diploma di scuola superiore ho iniziato ad insegnare e adesso non riuscirei ad immaginare il mio futuro senza il rapporto con le mie allieve e gli allenamenti continui per migliorare sempre.

A proposito di allenamenti, sono particolarmente impegnativi…

Esatto. Non sono movimenti facili quelli che eseguiamo nonostante da fuori possano sembrare soltanto ondeggiamenti e vibrazioni. C’è dietro un tipo di lavoro mirato e anche faticoso per certi aspetti.

Quali sono i benefici che la danza del ventre ha sul fisico?

Sono molti. Ti aiuta ad aver consapevolezza di te, oltre che il pieno controllo del tuo corpo e dei tuoi movimenti. Alleniamo molto il ventre e il basso ventre, e questo è importante per alleviare i dolori mestruali, e per aumentare l’elasticità e la tonicità dei muscoli del bacino. Non a caso di recente la danza del ventre è stata individuata come danza ideale per le gestanti perché i movimenti pelvici aiutano le fasi del parto. Inoltre anche il seno e le spalle risultano più modellate e toniche, e i benefici si riflettono anche sulla prevenzione dell’osteoporosi.

C’è un fisico ideale, un modello di femminilità adatto per chi la pratica?

Assolutamente no. Può farlo chiunque e a qualsiasi età. Lavoriamo molto sulla presenza, sulla postura e sulla sensualità, senza mai scendere nel volgare. Spesso la danza del ventre nel pensare comune viene associata a qualcosa di eccentrico, ma non ha nulla a che vedere con questo. È una danza creata per le donne e per riscoprire il proprio essere e divertirsi. A differenza della danza classica dove hai dei modelli e dei movimenti più rigidi, qui invece è diverso. Si basa tutto sul proprio io, non serve avere un fisico perfetto e magro. La struttura del proprio corpo non è un limite.

Che mondo scopre una persona che si avvicina a questa disciplina?

A livello culturale scopri un mondo nuovo, tant’è che io come insegnante non mi sento arrivata, sono sempre in continuo aggiornamento. Impari una cultura diversa, c’è tutto un discorso legato al folklore, alla storia degli accessori che utilizziamo. Io quando faccio lezione provo sempre a dedicare una parte del tempo alla spiegazione.

Come si lavora sul corpo?

Sciogliamo tutti i muscoli e lavoriamo molto sugli spostamenti di peso perché sono quelli che ti aiutano a fare bene il movimento. Poi anche sulle isolazioni, quando proviamo a concentrarci solo sul ventre tenendo ferme le spalle e le altre parti del corpo. Ma si possono fare diversi esercizi in questo senso.

Per quanto riguarda l’alimentazione, segui una dieta particolare?

Non sono mai stata fissata con le diete, anzi sono molto golosa. Cerco di fare attenzione ai dolci il più possibile, ma mangio di tutto senza mai cadere troppo nell’eccesso. Non è comunque necessario mantenere un’alimentazione rigida. È diverso rispetto alla danza classica. Nella danza nel ventre basta essere se stesse e innamorate del proprio corpo.

C’è una danzatrice a cui ti ispiri in maniera particolare?

Si, ci sono delle maestre di caratura internazionale. Io ho sempre seguito Sadie, una danzatrice americana famosissima, molto brava nelle percussioni. Lei riesce a fare dei movimenti difficilissimi. Ho seguito anche un suo stage a febbraio quando è venuta a Roma e l’allenamento è stato molto duro. Poi naturalmente, ho preso ispirazione anche dalle mie maestre che negli anni mi hanno fatto da guida.

In questo percorso di crescita, c’è una persona che ti ha sostenuto più di tutte e a cui devi dire grazie?

Sicuramente devo ringraziare il mio papà che purtroppo non c’è più. Lui mi ha sempre accompagnato e sostenuta, anche quando mi allenavo a Roma. Era il mio fan numero uno, era sempre sotto al palco. Allo stesso tempo era anche molto obiettivo e i suoi consigli costruttivi. Sarebbe stato contento e orgoglioso di leggere questa intervista, non posso che dedicarla a lui oltre che a mia madre, ai miei fratelli e al mio fidanzato Andrea che mi ha aiutato molto ad affrontare questa perdita terribile e continua a farlo ogni giorno.

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