SALUTE – Melisa, “vi racconto come ho vinto la mia sfida con il sovrappeso”

Paure, insicurezze, difficoltà a relazionarsi con gli altri, a volte addirittura il rifiuto di sé stessi. In Italia almeno una persona su tre è in sovrappeso.

In particolare da un’indagine della Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation, in collaborazione con l’Istat, gli italiani con problemi di peso sarebbero circa 25 milioni. Tradotto in percentuali il problema sovrappeso interessa in Italia il 46% degli adulti e il 24% dei minorenni.

Un dato allarmante che va oltre il semplice non piacersi allo specchio per un fisico non proprio snello. Essere in sovrappeso, infatti, significa prima di tutto salute a rischio. Un tema delicato che abbiamo affrontato con Melisa Prestianni, una ragazza del nostro territorio che ha accettato di raccontarci la sua esperienza per lanciare un messaggio positivo ai giovani che si trovano alle prese con una sfida che nella realtà quotidiana è più ardua di quanto si possa immaginare . Ci ha raccontato la sua storia, di un’adolescenza difficile che ha generato in lei ansie e paure e che ha inciso fortemente sul suo carattere. Melisa le ha affrontate mettendosi in gioco, e oggi, dopo tanti sacrifici, può dire di aver vinto pienamente la sua battaglia. Melisa, raccontaci la tua storia…

..Fin da bambina ho sempre avuto problemi con il mio corpo. Ero in sovrappeso, nonostante sia sempre stata una persona dedita allo sport. Ho fatto ginnastica artistica, nuoto, pallavolo, ma sono arrivata a pesare anche 80 kg. Non è stato facile, a volte ti senti messa in disparte dagli altri. Questo ha inciso sul mio carattere e mi ha portato a essere insicura. In certe situazioni o sei spavalda e riesci a fregartene, oppure finisci per chiuderti”.

Qual è stato il momento in cui hai deciso di dire basta? Ci ho provato due volte, la prima a 18 anni. Mi sono affidata a un nutrizionista, ma ero poco motivata per intraprendere un percorso costante. Ho perso dieci chili, poi ho smesso e mi sono lasciata di nuovo andare fino a tornare al punto di partenza. La svolta è arrivata nel 2017, mi sono pesata e mi è venuto da piangere guardando la bilancia. In quell’istante ho deciso di dire basta.

Da quel giorno il tuo stile di vita è cambiato… Mi sono riappropriata di me stessa. Sono tornata dal mio nutrizionista e mi sono iscritta in palestra. A me la sala pesi non piaceva, pensavo che mi sarei annoiata. Ma ho preso coraggio e ho trovato un bell’ambiente con delle persone speciali che mi hanno aiutato molto.

Posso chiederti quanti chili hai perso e oggi qual è il tuo peso? Mi sono liberata di oltre venti chili di sovrappeso e oggi mi sento bene con i miei 56 kg.

Qual è stato l’ostacolo più difficile da superare? Sicuramente affrontare le mie paure e cambiare modo di pensare. Non riesci a raggiungere un obiettivo se non superi quello step a livello mentale. Per molto tempo ho avuto difficoltà a percepire i miei reali cambiamenti. È stato difficile comprenderlo mentalmente. In che senso? Quando per tanti anni ti vedi e vieni considerato in un certo modo, è difficile toglierti dalla testa che non sei più quello. È stato il passo più difficile, ma ora sono serena.

C’è stata una persona particolarmente importante per te in questo percorso? Il mio ragazzo Andrea. Lui non era un tipo molto sportivo, ma pur di starmi vicino si è iscritto con me in palestra. Mi ha sopportato parecchio, soprattutto quando avevo qualche crisi. È stato davvero importante per me.

Ora che rapporto hai con il tuo corpo? Adesso mi piaccio. Ho acquisito una maggiore sicurezza, anche nel relazionarmi con le persone, prima avevo dei complessi, soprattutto l’estate quando dovevo mettere il costume.

E ora come sono le tue estati? Sicuramente migliori. Ho ancora qualche problema con il bikini, ma lo indosso quando posso. Ho perfino tagliato i capelli. Prima li portavo lunghi per coprire le spalle, ora invece amo che si vedano.

L’indumento simbolo di questo cambiamento qual è stato? Ne ho tanti. Prima indossavo sempre jeans e pantaloni lunghi, adesso shorts, tutine, gonne. Sono riuscita a indossare una gonna di pizzo bianca che avevo nell’armadio e non avevo mai messo (ride ndr). Mi piace mettere anche delle camicette un po’ scollate.

Quali cattive abitudini che avevi hai dovuto cambiare? Sicuramente il fatto di mangiare esageratamente condito. Ho dovuto eliminare la pizza del sabato sera che prima era una consuetudine, ma ogni tanto mi concedo qualche strappo alla regola. Una cosa che non è cambiata è la mia passione per la cioccolata!

Ci pensi tu a preparare i tuoi pasti? Qual è il tuo piatto preferito? Con la mia famiglia ho stabilito un patto. Penso io alle mie cose e le cucino personalmente. Per me ormai è diventata una routine. Il piatto che adoro di più è il risotto ai frutti di mare. Mi piace molto il pesce ma anche il pollo. Il mio spuntino preferito sono le fette biscottate bagnate nel caffè, con yogurt greco e scaglie di cioccolato sopra. A volte aggiungo anche qualche mandorla o noce.

Hai parlato di famiglia. Che ruolo ha secondo te rispetto alla problematica del sovrappeso infantile? La prevenzione è fondamentale e i primi a dover dare l’esempio in questo senso sono proprio i genitori. Alle famiglie si dovrebbe, inoltre, ricordare che il bene non si manifesta mai con il troppo, quindi concedergli tutto, anche a tavola, non è sicuramente un atteggiamento giusto. In linea generale credo che bisognerebbe rivoluzionare dall’infanzia il modo di percepire a livello sociale questa problematica, educare i bambini al giusto approccio nei confronti degli alimenti, sia a casa che a scuola, è importantissimo.

Cosa consigli a chi soffre di sovrappeso ma non riesce ad uscirne? Innanzitutto di pensare che aldilà del fisico c’è molto altro. Curare se stessi è importante ma è necessario che non lo si faccia per gli altri. Bisogna tirare fuori quello che siamo, non quello che gli altri vorrebbero che fossimo. Infine consiglio di affidarsi sempre a degli esperti, sia per la nutrizione che per l’allenamento. Fare le cose da soli e approssimativamente non porta da nessuna parte.

di Valerio De Benedetti

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