VIDEO La simpatia di Antonio Coccia conquista i giudici di “Tú sí que vales”

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A Tor Lupara lo conoscono tutti per le sue doti di ballerino. Dallo scorso sabato 19 ottobre, però, il suo talento è arrivato in tutta Italia grazie alla partecipazione al programma televisivo “Tú sí que vales” andato in onda su Canale 5. È Antonio Coccia Colaiuda, 77 anni, originario dell’Aquila e residente in via Alfredo Panzini dal 1982. Da qualche giorno è una vera e propria celebrità nella frazione e per strada sono in tanti a fermarlo per un saluto o per dirgli semplicemente che lo hanno visto in televisione. Il suo ballo sfrenato e coinvolgente ha convinto sia il pubblico che lo ha applaudito, che la giuria composta da Maria De Filippi, Gerry Scotti, Rudy Zerbi, Teo Mammucari e Sabrina Ferilli.

Quando nasce la passione per il ballo? Sin da quando ero un bambino. Ero il più piccolo di otto fratelli e ci divertivamo così ballando il charleston. Poi ho iniziato a fare qualche piccolo intervento a Studio Uno con Don Lurio. Da studente organizzavo le serate per ballare e gli spettacoli teatrali.

Ha studiato? No, io ho sempre pensato che il ballo ognuno se lo sente dentro. Non ho mai voluto sapere nulla dagli insegnanti. Nonostante questo a scuola organizzavo tutte le coreografie di ballo e portavamo varie tournee in giro per l’Abruzzo fra teatri e cinema.

Come è arrivato a Tor Lupara? Venivo a Ballare al Carpe Diem ed ero amico del proprietario. Quando ho divorziato ho deciso di venire ad abitare qui.

Che lavoro faceva? Ho lavorato per una vita nel campo alberghiero, ma mi sono sempre piaciuti il cinema e la televisione. Ho fatto delle comparsate nei film di Totò e la trasmissione di Tina Pica “La zia d’America”, di recente qualche piccolo intervento nel Commissario Rex e Ris 2. Per un periodo poi ho fatto l’autista ad Ursula Andress che si era rotta un braccio.

Ci racconti. Ero amico della sorella oggi defunta di Angelo Frontoni, il fotografo delle dive. Lui le aveva venduto la villa di Zagarolo e quando lei si fratturò un braccio, l’ho accompagnata per un mese tutte le mattine da casa sua al Divino Amore dove doveva andare a fare delle terapie. Poi al ritorno ci fermavamo a mangiare nei ristoranti di Zagarolo alla Muracciola o da Baficchio. Era una donna bellissima.

A Tor Lupara la conoscono tutti al centro anziani perché è uno dei ballerini più bravi. Sì, qui siamo una sessantina e balliamo tutti i sabati pomeriggio dalle 4 alle 7 e mezza il liscio e i balli di gruppo, ma da quando c’è il nuovo presidente Franco Sbraga abbiamo aggiunto anche la giornata di martedì. Io vorrei insegnare, ma purtroppo ci sono poche allieve, perché la maggior parte delle donne preferiscono la ginnastica al ballo. Così vado a ballare anche a Roma, ma soprattutto al Palacavicchi e al Dirigibile a Capena dove viene anche la madre di Sabrina Ferilli che era in giuria sabato scorso.

Come è nata l’idea di partecipare alla trasmissione? Io due anni fa avevo chiesto di partecipare a “Uomini e donne”, ma non mi hanno chiamato. Anche Teo Mammucari che stava in giuria mi ha detto che tanto io conosco parecchie donne ballando e non mi serve certo una trasmissione televisiva. Invece mi hanno ripescato per “Tú sí que vales” conoscendo la mia passione per il ballo. La registrazione l’abbiamo fatta circa un mese prima agli studi Elios di via Tiburtina.

Ci descriva l’esibizione. Si è emozionato? Nessuna emozione, sono abituato ad esibirmi in pubblico. Ho scelto “Noi Doi”, una cumbia rumena. Ho portato uno stile mio, un mix di cia’ cia’, meneito e rock. Anche Belen poi si è aggiunta e ha ballato insieme a me. L’esibizione è stata divertente ed è piaciuta a tutti i giurati che mi hanno dato 72 come voto. Secondo i giurati dunque io “valgo” e ora aspetto la nuova chiamata.

Chi era il più simpatico tra i giurati? Per me Gerry Scotti, che ha apprezzato la mia “mossa” alla Totò. Io l’ho sempre imitato e da bambino a casa mi chiamavano “De Curtis”. Poi si sono accodati al giudizio positivo anche gli altri giurati.

Adesso è una celebrità a Tor Lupara. La gente mi ferma per strada, mi dice che sono stato bravo. Mi hanno telefonato anche gli autori della canzone che ho portato in scena. Sono felice, spero solo che mi chiamino presto per una nuova esibizione.

di Fabio Orfei

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