PAROLE Algoritmo: ti porto dove meglio credo

L’algoritmo cos’è: E’ una successione di istruzioni o passi che definiscono le operazioni da eseguire sui dati per ottenere risultati. E’ un concetto con origini antichissime. Si deve ad un matematico che visse alla corte di Bagdad nel 780 e l’850 dopo Cristo. Gli algoritmi sono ampiamente utilizzati in informatica in particolare i motori di ricerca come Google li utilizzano ampiamente ma non solo. A esempio un algoritmo può essere costituito da una guida per fare il caffè, per eseguire una ricetta, o un particolare trucco. Ma i passi devono essere elementari cioè non più scomponibili, non ambigui non interpretabili in altro modo, deve avere precisi dati in ingresso e un numero finito di passi, deve terminare in un certo tempo, deve portare a un risultato univoco. Quindi possiamo avere il semplice algoritmo che ti guida a cuocere la pasta con una strada piuttosto univoca e definita (metti l’acqua nella pentola-accendi il fuoco e metti sopra la pentola-aspetti 5 o 10 minuti che l’acqua bolla-pesi la pasta su una bilancia-aggiungi sale all’acqua-aggiungi la pasta nella pentola-fai cuocere 10 minuti- la scoli e la aggiungi al sugo-quindi la servi sul piatto) Ma abbiamo anche l’algoritmo dell’amicizia con diverse eventualità e altrettante strade precise e definite. Quindi gli algoritmi non sono affatto neutrali, sono pezzi di codici che prendono decisioni e in ogni decisione che prendono danno la priorità ad alcune informazioni rispetto alle altre.

Ad esempio l’algoritmo di Google dà la priorità alle informazioni più recenti, quelle più ricercate dalle persone. I codici possono essere usati per filtrare alcuni pezzi di informazione, generando fake news e arrivando ad influenzare l’opinione pubblica anche non volendo.

 Rosanna Tempestini

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