Rosa, mamma e architetto, ecco il suo Natale ricco di creatività

10 / 12 / 2019

Il Natale ormai alle porte, come ogni anno si rinnovano tradizioni e si riuniscono famiglie. Le città si travestono creando un’atmosfera magica, parte la corsa frenetica ai regali, cominciano i preparativi di grandi pranzi e cene. Tra le cose più ricorrenti l’albero, il presepe e i più svariati addobbi natalizi. Abbiamo deciso quindi di incontrare Rosa Anzalone, un architetto del nostro territorio che da anni organizza workshop e laboratori con i bambini all’insegna della creatività. 

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Ciao Rosa, raccontaci un po’ di te. Sono una donna molto legata alla famiglia, creativa in tutto quello che faccio, cresciuta con valori fortemente cristiani che cerco di trasmettere anche ai miei figli. Loro sono il mio bene più prezioso, tutto quello che faccio ruota intorno alla mia famiglia.

Mamma, architetto, ma anche scrittrice. Come nasce l’idea di scrivere un libro per bambini? Amo leggere e scrivere. Ho sempre scritto per diletto personale. Poi per un gioco fatto con i miei figli, e grazie a mio marito che mi ha stimolata, questo aspetto è riemerso. Dagli studi fatti nel mio atelier sono nate queste storie. Il libro si intitola “Zucchero e Ferdinando”, ed è un rifugio dove i bambini entrano liberandosi dalle tecnologie che il più delle volte li assorbe. È uscito il 14 novembre, la soddisfazione più grande è stata ricevere i complimenti di altre mamme. La tua spiccata fantasia si esprime anche con una bella manualità. Si, mi piace creare oggetti, decorazioni, addobbi. Ho tenuto anche diversi laboratori con i bambini, l’ultimo nella biblioteca di Marcellina e tanti altri ne abbiamo in programma. Soprattutto nel periodo natalizio ci sbizzarriamo. Tra i miei studi c’è anche quello della “Scuola di creatività”, dedicata ai più piccoli, e che unisce pedagogia, arte e architettura insieme. In questi laboratori l’obiettivo primario è lo sviluppo della manualità. Qui i bambini non solo imparano a liberare la fantasia, ma soprattutto ad elaborare in autonomia un pensiero critico.

C’è una parola molto ricorrente nella tua vita, ecosostenibilità. Tutto quello che faccio ruota intorno a questo. Anche il mio laboratorio e il mio modo di fare architettura. Ho iniziato questo percorso lavorando la carta, il materiale in assoluto che amo di più. Guai se in casa mia viene buttata una carta nel cestino! I miei figli lo sanno bene e conservano sempre tutto.

Oltre alla carta, qual è il materiale che più spesso ingenuamente buttiamo ma che può essere riutilizzato per fare delle creazioni? La plastica, in modo particolare i contenitori. Sono gli elementi che utilizziamo di più. Anche i tappi possono essere riutilizzati per fare molte decorazioni e abbellire le nostre creazioni. Hai già pensato ai regali? Ami sbizzarrirti in queste occasioni? Molto. Più che nei regali mi sbizzarrisco nel confezionarli, utilizzando ovviamente materiali di riciclo.

Cosa farai la Vigilia e il 25 dicembre ? Spero innanzitutto di passarlo insieme a tutti miei familiari. In questo periodo amo molto cucinare. Di origine sono metà calabrese e metà siciliana, quindi non toccatemi la cucina (ride ndr.). Il giorno della vigilia da tradizione cuciniamo le zeppole. Una sorta di crespelle fatte con un impasto di farina e patate e con le sardine. La tradizione vuole che vengano fritte, io però sono molto salutista e preferisco cuocerle al forno.

Hai dei desideri per questo Natale? Vorrei che il mio libro diventasse tangibile e si diffondesse a macchia d’olio per condividere questa esperienza con le altre mamme. Come regalo invece mi piacerebbe se i miei figli mi scrivessero una letterina. Soprattutto il più grande che ha imparato da poco a scrivere.

di Valerio De Benedetti