GUIDONIA – Russo si dimette a Bronte, ma conserva la poltrona da vice sindaco

Martedì 28 gennaio nel consiglio comunale siciliano al suo posto subentra Stefania Zappalà. Torna la pace tra i grillini?

22 / 01 / 2020

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All’opposizione che lo contestava per essersi fatto votare per poi sparire dal paese aveva replicato così: “Sono qui, sono tornato… ho il dovere morale, perché mi hanno dato il mandato i cittadini… e quindi ho accettato”.
A parlare in questo modo il 3 giugno 2019 in Consiglio comunale a Bronte era Davide Russo, nel paese siciliano d’origine eletto consigliere e a Guidonia Montecelio nominato vicesindaco e assessore alle Politiche sociali e alla Legalità.

Oggi Russo lascia lo scranno da consigliere e la sua surroga con Stefania Zappalà avverrà martedì 28 gennaio alle ore 17,30. Chissà se le sue dimissioni siciliane ricompatteranno la maggioranza grillina lacerata.
Quel 3 giugno dell’anno scorso Davide Russo era subentrato a Valeria Franco rinunciando al gettone di presenza pur di preservare l’indennità da vice di Michel Barbet.
Tuttavia la surroga fu inizialmente stoppata dal Segretario generale di Bronte Giuseppe Bartorilla che contestò al braccio destro di Barbet una causa di incompatibilità della carica di consigliere comunale ricoprendo l’incarico di vice sindaco di Guidonia Montecelio ai sensi del combinato disposto di cui agli articoli 10 e 14 della Legge regionale siciliana 31/1986 ed agli articoli 63 e 69 del Testo Unico degli Enti locali.
Fatto sta che dieci giorni più tardi Russo presentò le proprie osservazioni citando un parere del Consiglio di Stato e lo stesso 3 giugno 2019 lo stesso Segretario generale Bartorilla lo ammise in Assise.
Tuttavia l’uomo della Legalità aveva taciuto a stragrande maggioranza dei portavoce e degli attivisti grillini guidoniani il secondo incarico, vietato per statuto del Movimento.
A ottobre scorso la vicenda aveva sollevò le proteste della minoranza e i “mal di pancia” tra alcuni portavoce pentastellati, in particolare del presidente del consiglio Angelo Mortellaro e dei consiglieri Laura Santoni e Claudio Zarro, quest’ultimo fuoriuscito dal M5S per restare in assise nel Gruppo Misto insieme a Loredana Terzulli, altra fuggiasca pentastellata.
Le dimissioni di Russo a Bronte dovrebbero riportare la serenità in maggioranza, mentre nel paese siciliano resta un dubbio agli elettori che nel 2015 gli accordarono 195 preferenze preferenze come candidato a sindaco e 1.220 voti alla lista di Beppe Grillo: quanto era sincero Russo il giorno del suo giuramento il 3 giugno 2019?
Quel giorno il consigliere di maggioranza Massimo Giuseppe Castiglione lo attaccò per aver abbandonato il paese del pistacchio e per andare a ricoprire incarichi in Parlamento prima e a Guidonia po: “Spero che tu – disse Castiglione – possa mettere al servizio di Bronte, che tu possa anche decidere poi di prendere un impegno pieno qui a Bronte… magari decidendo di dimetterti dalla carica di assessore: il nostro paese ha bisogno di un consigliere comunale a tempo pieno e non che faccia la spola fra consigliere e assessore”.
“Sono qui – replicò Russo – sono tornato… ho il dovere morale, perché mi hanno dato il mandato i cittadini… e quindi ho accettato, anche se in questi anni… è normale, io mi sono candidato come Sindaco di questa città per il M5S, ma fisicamente è vero… ho lasciato Bronte per motivi professionali, per motivi lavorativi, per motivi personali…, e non nego anche per avere fatto altre esperienze. Penso che Bronte debba essere orgogliosa di avere magari un Assessore, un Vice Sindaco… o essersi occupato dei temi dell’Antimafia al Senato della Repubblica.
Penso che i Brontesi debbano essere orgogliosi di tutti i Brontesi in Italia, in Europa e nel Mondo. Io per questo voglio ringraziare tutte le pesone che sono andate via da questo paese… ed anche per loro io sono qui, anche per loro per rappresentarli.
Quindi il mio contributo… contributo che voglio dare ai miei colleghi, vuole essere una opposizione costruttiva.
Come diceva il Consigliere Liuzzo, come diceva l’assessore Messina, io darò un contributo…, sarà un contributo positivo, un contributo costruttivoper curare gli interessi di questa città, delle donne e degli uomini di Bronte. Io sono qui per proporre e non per protestare… questo che sia chiaro, sono qui per mettere a servizio le mie idee, i miei progetti… che non sono miei, sono del M5S e di chi rappresento.
E’ una cosa che oggi la devo pure a mio padre che ho perso pochi mesi fa e quindi ho scelto di accettare questa carica anche per portare il nome in questo Consiglio e per portare il lavoro che hanno svolto tanti cittadini di questa città, che hanno contribuito a renderla la città del pistacchio, vi ringrazio tutti per l’accoglienza… vi auguro buon lavoro. Ci vediamo presto”.
In realtà a Bronte si è visto rarissime volte e a pochi mesi dalle elezioni lo ha di nuovo abbandonato.

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