GUIDONIA – Ossessionava l’ex, braccialetto elettronico al marito violento

L’uomo - alcolista - durante il matrimonio la picchiava e dopo la separazione si appostava sotto casa e davanti al lavoro per scoprire se avesse un altro

30 / 01 / 2020

Quando alzava il gomito, aggrediva la moglie anche davanti alla loro bambina. E neppure dopo la separazione si era arreso: si appostava sotto casa e davanti al luogo di lavoro, la “interrogava” per scoprire se avesse un altro.

Per questo domenica 23 gennaio gli agenti del Commissariato di Tivoli hanno eseguito un’Ordinanza di Misura Cautelare del divieto di comunicazione e di avvicinamento alla ex moglie e alla figlia emessa dal Giudice per le indagini preliminari Aldo Morgigni nei confronti di G. C., 49enne di Guidonia, al quale è stato applicato un braccialetto di controllo che ne monitora ogni spostamento, come avviene per le persone sottoposte agli arresti domiciliari.
L’uomo è gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e danneggiamento ai danni della ex moglie, come emerso dalle indagini degli investigatori del Pool Antiviolenza del Commissariato Tiburtino e coordinate dal Sostituto Procuratore Arianna Armanini, uno dei Magistrati della Procura di Tivoli specializzati nel contrasto e la repressione della violenza di genere.
​L’indagine è iniziata con la denuncia della donna che ha riferito di essere stata costretta ad abbandonare la casa coniugale insieme alla propria figlia minore a maggio 2018, perché esasperata dal comportamento violento del marito dipendente dall’alcool.
L’uomo, convinto che la moglie lo tradisse, aveva mostrato una morbosa gelosia tanto da rendere impossibile una civile convivenza. Un rapporto malato, caratterizzato da continue aggressioni verbali e fisiche verso la donna, anche alla presenza della figlia di appena nove anni e dei suoi familiari, rei – secondo l’indagato – di averla in qualche modo protetta.
La donna era stata anche costretta, in più occasioni, a richiedere l’intervento delle Forse dell’Ordine e a ricorrere alle cure sanitarie del pronto soccorso. Le aggressioni non cessarono nemmeno dopo la separazione coniugale. Infatti, l’indagato abitualmente sottoponeva la ex ad estenuanti interrogatori anche di notte, mentre di giorno ne controllava spostamenti, orari di entrata e di uscita dal posto di lavoro, obbligandola, suo malgrado a continue giustificazioni per evitare gli effetti della sua follia. Un comportamento che nel tempo ingenerò nella ex un perdurante grave stato di ansia e terrore, tanto da essere convinta che prima o poi l’uomo l’avrebbe uccisa.
​ Numerose le prove raccolte dagli inquirenti, tra cui le testimonianze di persone che nel tempo hanno assistito alle violenze verbali e fisiche nei confronti della mal capitata.
Ora l’uomo è controllato dal braccialetto elettronico e la vittima potrà avvalersi di un apparato elettronico collegato con la sala operativa della Polizia, che avvisa ogni illecito avvicinamento dell’ex marito.