GUIDONIA - Tributi non pagati, il Comune pignora i conti correnti dei cavatori

La società concessionaria Tre Esse “congela” i soldi richiesti per Imu e Ici. Il Centro per la Valorizzazione ai grillini: “Stop pignoramenti e iscrizioni ipotecarie”

12 / 02 / 2020

E’ una diatriba che va avanti da quasi dieci anni. Da una parte “Tre Esse Italia S.r.l.”, la concessionaria che per conto del Comune riscuote tasse e tributi.
Dall’altra, le aziende del settore estrattivo che puntualmente impugnano l’ammontare delle somme reclamate.
Ora la concessionaria è entrata a “gamba tesa” e ha pignorato i conti correnti di varie imprese del travertino, impedendone l’utilizzo nell’attività d’impresa.
Nodo del contendere, l’entità del valore venale per calcolare Ici e Imu sulle aree estrattive: secondo il Comune di Guidonia Montecelio è di 54,76 euro al metro quadrato stabilito dalla delibera di Consiglio numero 23 del 16 maggio 2007, mentre a parere dei cavatori è di 7 euro e 82 centesimi al metro quadrato, come fissato dalla delibera di giunta 174 del 10 settembre 2008.
Per questo il Centro per la Valorizzazione del Travertino (il Consorzio che raggruppa le aziende estrattive, ndr) ha scritto una nota al sindaco Michel Barbet e all’assessore al Bilancio Carlo Alberto Pagliarulo con la quale chiede al Comune di sospendere le procedure esecutive rinunciando ai pignoramenti eseguiti e alle domande di iscrizione ipotecarie, ma soprattutto di non bloccare i conti correnti di altre aziende almeno fino a quando non si trovi una conciliazione per definire una questione che si trascina da troppo tempo.