PALOMBARA SABINA – Otto sindaci chiedono di riaprire l’ospedale

La Regione Lazio converte Monterotondo in Covid Hospital, le amministrazioni sabine chiedono a Zingaretti di dislocare i reparti nella Casa della Salute

Se Monterotondo diventa punto di riferimento per l’emergenza epidemiologica, a Palombara Sabina vengano dislocati tutti i reparti.
E’ in sintesi la richiesta avanzata da otto sindaci della Sabina Romana in una lettera inviata ieri, martedì 24 marzo, al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, all’Assessore regionale alla Sanità e integrazione Socio-Sanitaria Alessio D’Amato, al Presidente Commissione Sanità Regione Lazio Giuseppe Simeone e al Direttore Generale dell’Asl RM5 Giorgio Giulio Santonocito. Oggetto: il riutilizzo della Casa della Salute di Palombara Sabina, oramai ex Ospedale Santissimo Salvatore che dal 2015 ospita due Rems, Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza.
La lettera è firmata dal Sindaco di Palombara Sabina Alessandro Palombi, di Moricone Giovanni Battista Pascazi, di Monteflavio Lanfranco Ferrante, di Montorio Romano Domenico Di Bartolomeo, di Nerola Sabina Granieri, di Montelibretti Luca Branciani, di Marcellina Alessandro Lundini e di Sant’Angelo Romano Martina Dominici.
Gli otto prendono spunto dalla conferenza Anci di ieri nell’ambito della quale il vice presidente della Regione Daniele Leodori ha annunciato la conversione in Covid Hospital dell’ospedale di Monterotondo e l’intenzione di dislocare i reparti e le funzioni del “Santissimo Gonfalone” che saranno sostituiti dal reparto Covid presso gli altri nosocomi dell’Asl RM5.
“Quale miglior occasione per veder rinascere l’ospedale di Palombara Sabina – scrivono gli otto sindaci – e ciò non solo per dare una efficace risposta sanitaria ai (molti) cittadini della Sabina romana, ma anche sgravare l’ospedale di Tivoli da quel carico eccezionale che si trova quotidianamente ad affrontare per il quale è palesemente insufficiente”.
“La struttura di Palombara Sabina – proseguono – siamo certi sia pronta per ripartire e che abbia le giuste caratteristiche per essere un punto fermo della sanità laziale; l’inadeguatezza delle strutture dell’immobile che qualcuno da tempo paventa siamo certi non possa essere un ostacolo, altrimenti non si giustificherebbe il perché siano presenti addirittura due Rems in una struttura che qualcuno vorrebbe definire inagibile.
Confidiamo in una risposta affermativa in linea con le aspettative ed esigenze dei territori che rappresentiamo; in pochi giorni una petizione di iniziativa popolare appena lanciata sulla piattaforma change.org ha raggiunto oltre 2.000 condivisioni!”.