GUIDONIA – Progetto “taroccato”, annullato il permesso all’inventore della Pinsa

Il capannone di Corrado Di Marco è più largo di 2 metri e più alto di un metro e mezzo. I giudici inchiodano vigili urbani e tecnici dell’Urbanistica: “Sopralluogo a occhio, ma diedero parere positivo”

20 / 04 / 2020

Il fabbricato dista da quello confinante due metri in meno di quanto previsto dalla normativa. Ed è addirittura più alto di un metro e mezzo rispetto all’altro per via di un terrapieno realizzato per innalzare il piano di campagna.
Eppure gli agenti della Polizia municipale e i tecnici comunali non se ne erano accorti e giurarono di aver accertato “a occhio” che il capannone in costruzione fosse in regola e conforme al progetto.
In realtà, era diverso da quello rappresentato su carta e approvato dal Comune di Guidonia Montecelio. Per questo il Consiglio di Stato ha annullato la concessione edilizia numero 480 rilasciata il 24 novembre 2005 dall’allora dirigente all’Urbanistica alla ditta artigianale “Di Marco Corrado Srl”, un’azienda da 40 anni attiva nel settore della pizza e della panificazione, dal 2008 operante nello stabilimento di 2500 metri quadrati di via Monte Nero 1-3 a Poggio Fiorito, l’area industriale di Colleverde.
I giudici amministrativi riaprono così il sipario su un “andazzo allegro” all’Ufficio Urbanistico di Palazzo Matteotti, dove i permessi a costruire a metà degli anni Duemila venivano rilasciati sulla “fiducia”.

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