A causa del Coronavirus salta il Memorial dedicato a Ilaria Cannella

Il 17 maggio sarebbe stato il compleanno della sfortunata ragazza morta a 26 anni, innamorata della pallavolo e di Santa Lucia

16 / 05 / 2020

Il 17 maggio sarebbe stato il compleanno di Ilaria Cannella, la sfortuna ragazza di Santa Lucia morta a 26 anni per colpa di una malattia. Quest’anno, dopo otto anni consecutivi, non si potrà svolgere a causa del Coronavirus il Memorial di pallavolo che gli amici organizzavano per ricordarla. Lo hanno annunciato nei giorni scorsi gli organizzatori.

“Ammetto che un po’ di dolore nel cuore c’è – spiega l’amica e organizzatrice Michela Del Vecchio su Facebook – non perché non ricordo o ripenso ad Ilaria, cosa che accade quotidianamente, ma perché questa manifestazione ci permette di incontrarci almeno una volta all’anno, di essere spensierati e di gioire per le vittorie sul campo”.

 

IL RICORDO

Ilaria Cannella, era nata e cresciuta a Santa Lucia dove la sua famiglia è molto conosciuta.

Da 30 anni i genitori Enrico e Rina gestiscono un forno in via Emilia e una panetteria in via Marche.

Nata il 17 maggio 1986. Nel 2005 si era diplomata al liceo classico e linguistico Catullo di Monterotondo. Quella per le lingue era una vera passione e vocazione. Così all’Università aveva scelto Letteratura straniera a La Sapienza. Insegnava in una scuola privata di Colleverde e impartiva ripetizioni a ragazzi delle scuole elementari e superiori.

Tra settembre e dicembre del 2011 era stata anche tre mesi a Londra dove aveva preso un diploma di specializzazione in un college.

Il suo sogno era quello di fare un lungo viaggio in America e aveva già messo da parte i soldi, ma la malattia che è arrivata a gennaio 2012 non le ha dato scampo.

Ilaria era una ragazza semplice e leale, la prima che se c’era qualcuno che discuteva stava lì a mettere pace.

Era molto altruista e da qualche tempo aiutava un’associazione onlus chiamata Action Aid. Inviava mensilmente un contributo e aveva adottato due bambini sudafricani rimasti orfani, per dargli istruzione e cure mediche.

 

LA PALLAVOLO

L’altra grande passione della ragazza di Santa Lucia era quella della pallavolo.

Come per tante altre ragazze della sua età, tutto era iniziato ai tempi della scuola media, alla Pirandello con l’insegnante di educazione fisica Imelda Buccilli, quando aveva 11 anni. Era un giocatore universale, alta e veloce, l’allenatrice Fiorella la impiegava come opposto, seconda schiacciatrice, ma anche centrale. Un’esperienza a Guidonia, poi come altre ragazze era tornata a Santa Lucia per inseguire un sogno: quello di dare lustro alla sua frazione e alla città.

Non è facile, perché all’epoca non c’era l’attuale palazzetto e la palestra di via Appennini, ma il talento non manca. Così le ragazze formidabili fanno un salto triplo dalla terza categoria alla serie C in appena tre anni. Tante soddisfazioni, poi quell’anno il sogno svanisce. Ma Ilaria ha già ben altro genere di problemi.