Un futuro più green e solidale dopo il Covid, nasce il Progetto Arca

Il coordinamento di una ventina di cittadini attivi di Mentana, Monterotondo e Fonte Nuova è nato durante i giorni del lockdown e ora promette di portare il cambiamento in città

Il Coronavirus ha messo in discussione i nostri modelli economici e di sviluppo e le nostre abitudini.

Ci ha fatto scoprire l’importanza delle reti solidali e del volontariato all’interno dei contesti locali, ci ha messo di fronte ai nostri limiti, ricordandoci che la natura può ancora sfuggire al controllo della scienza e della tecnologia. Dalle consapevolezze maturate dall’esperienza del Covid possano nascere nuove idee per un futuro più green e solidale: parte da qui il Progetto Arca, che riunisce oltre venti cittadini di Mentana, Monterotondo e Fonte Nuova. Professionisti, insegnanti, pensionati ma anche studenti, cittadini attivi che hanno voglia di mettersi in gioco per cambiare il futuro delle proprie città creando reti di volontariato e solidarietà e iniziative per promuovere uno stile di vita più sostenibile.

Annalisa Cipriano, ideatrice e fondatrice del Progetto Arca

Il progetto è nato durante il lockdown, e i volontari si sono consciuti e incontrati nella rete. Da un’idea di Annalisa Cipriano, mamma di due bambini, laureata in scienze motorie e specializzata in rieducazione posturale e titolare di uno studio professionale a Monterotondo. Da cosa è iniziato tutto? A dicembre sono diventata attivista di Greenpeace a Roma, poi ho deciso di portare la mia esperienza di impegno e volontariato qui a Mentana, la città in cui vivo, creando una rete di persone con cui condividere ideali e iniziative. È nato così il progetto Arca”.

IL SERVIZIO COMPLETO E L’INTERVISTA AD ANNALISA CIPRIANO SU TIBURNO IN EDICOLA IL 16 GIUGNO