TIVOLI – Addio al maresciallo Iodice, vittima del cecchino di Guidonia

Si è spento oggi all’età di 61 anni l’ex Comandante dei carabinieri di Bagni, medaglia d’argento al valore civile: il 3 novembre 2007 libero dal servizio intervenne in via Gualandi per bloccare la strage di Angelo Spagnoli e fu ferito ad una spalla

17 / 06 / 2020

Quella sera era libero dal servizio, eppure non esitò un attimo ad accorrere in via Fratelli Gualandi. Sull’asfalto restarono due morti e otto feriti furono trasportati in ospedale. Ma poteva finire addirittura peggio se non fosse intervenuto anche Antonio Iodice, luotenente dell’Arma dei Carabinieri, una delle vittime di Angelo Spagnoli, il cecchino di Guidonia, che lo centrò con un colpo di fucile alla spalla.

Il sottufficiale in pensione si è spento oggi, mercoledì 17 giugno, all’ospedale “San Giovanni Evangelista” di Tivoli. Antonio Iodice era comandante di stazione a Tivoli Terme la sera del 3 novembre 2007 quando l’ex Capitano dell’Esercito italiano Angelo Spagnoli si barricò sul terrazzo della sua palazzina di via dei Fratelli Gualandi, in località Castel’Arcione, e cominciò ad esplodere numerosi colpi d’arma da fuoco uccidendo due persone, il tatuatore Giuseppe Di Gianfelice detto “Pinone” e la guardia giurata Luigi Zippo, ferendone altre otto.

Il luogotenente Iodice dispose l’intervento di una pattuglia del proprio reparto e, nonostante fosse libero dal servizio ed in abiti civili, si precipitò sul luogo a dar manforte ai colleghi. Un gesto che gli valse l’encomio dell’amministrazione comunale di Guidonia Montecelio, un Encomio Solenne del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, ma soprattutto una Medaglia d’Argento al Valore Civile, chiaro esempio di elette virtù militari ed altissimo senso del dovere.

Giunto sul posto, il maresciallo constatò l’avvenuto ferimento di alcune persone, ancora bersaglio del fuoco del Cecchino. Iodice intuì che l’attesa dei rinforzi avrebbe sicuramente aumentato il rischio per i passanti così si espose consapevolmente alla linea di tiro, allo scopo di fornire assistenza alle vittime ed allontanare i veicoli in transito, dando prova di sprezzo del pericolo e generoso altruismo.

Il Luogotenente Antonio Iodice lascia una moglie, i figli, sorelle, nuore, cognate e nipoti che venerdì 19 alle ore 10,30 gli tributeranno l’ultimo omaggio nella chiesa di Santa Sinforosa a Tivoli Terme.