Funzionari corrotti anche con un abbacchio: l’allarme nella PA

Lo dice l’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione, che parla anche di troppa burocrazia

03 / 07 / 2020

Talvolta basta solo un abbacchio, una banconota da 50 euro, un buono benzina o la ristrutturazione di casa per corrompere un funzionario della Pubblica Amministrazione.  Lo sostiene l’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione, alla presentazione della sua relazione annuale al Parlamento. Una corruzione diffusa che si è accentuata negli ultimi mesi durante il coronavirus.

Un po’ di allarme da parte dell’Anac circa le semplificazioni (in attesa dell’apposito decreto ancora in essere da parte del Governo), necessarie certo per abbattere la burocrazia, ma rischiose se tendono a togliere le regole che il sistema ha, anche se talvolta non funzionano all’ennesima potenza. Questo pure in relazione al discorso degli appalti pubblici che, secondo il rapporto, lo scorso anno hanno avuto un valore complessivo di 170 miliardi di euro, oltre 30 in più rispetto al 2018, con una crescita del 69% dal 2016. Dunque non è proprio vero che il nuovo codice degli appalti avrebbe bloccato il mercato, anzi.