Tornano a Guidonia i pazienti dell’ex Centro Demenze, Italian Hospital Group chiude il Padiglione COVID19+

20 / 07 / 2020
Foto di repertorio

Sono 103 in totale i pazienti Covid19 positivi anche anziani non autosufficienti o parzialmente non autosufficienti, provenienti da altre strutture, ospedaliere e non, di Roma e provincia, che hanno trovato assistenza sanitaria e tutela dagli oltre 40 operatori, tra Medici, Infermieri e OSS assunti e appositamente addestrati per l’apertura del Padiglione COVID-19 aperto da Italian Hospital Group  nel mese di Aprile su appello della Regione Lazio.

Si riassume così il grande impegno che ITALIAN HOSPITAL GROUP ha profuso nel rispondere all’appello della Regione Lazio per fronteggiare l’Emergenza COVID-19  , allestendo in soli dieci giorni un intero padiglione da 60 posti letto per la cui apertura si è reso necessario il momentaneo trasferimento di 33 pazienti presenti nello stesso padiglione – ordinariamente destinato a Struttura residenziale e semiresidenziale per Trattamenti Estensivi DCCG (ex centro demenze) – presso la RSA “Villa Sacra Famiglia” in Roma – struttura sempre gestita da IHG – nonché il trasferimento dell’intera équipe multiprofessionale al fine di garantire ai pazienti continuità nel progetto  assistenziale.

La Regione Lazio ha comunicato ufficialmente la chiusura della RSA Estensiva COVID19+ e con la cessazione delle attività, Italian Hospital Group ha già stabilito che i pazienti temporaneamente trasferiti potranno tornare in sede nelle giornate di lunedì 20 e martedì 21 luglio,  una volta espletate le operazioni di ripristino, sanitizzazione e sanificazione ambientale della struttura che presto potrà riaccogliere anche gli utenti del Centro Diurno Estensivo DCCG.

Si conclude così una importante parentesi che ha visto ITALIAN HOSPITAL GROUP sostenere grandi sforzi e sacrifici, sia in termini economici,    sia da parte delle risorse umane a più titolo coinvolte.

IHG manterrà in essere gli interventi che sono stati realizzati allo scopo, affinché, nell’eventualità di una nuova fase acuta dell’emergenza, la struttura possa fornire nuovo supporto al sistema sanitario, anche con il prezioso ausilio di risorse umane già formate.

Ci auguriamo che questa esperienza possa contribuire ad una diversa globale percezione delle strutture private-accreditate, troppo spesso negativamente additate e che invece sono un importante anello del SSR ed importati “luoghi di cura” in possesso di rigidi requisiti autorizzativi e di accreditamento.