GUIDONIA - Consigliere indagato per diffamazione su Fb, chiede al Comune di pagare il legale – VIDEO

Il grillino Claudio Caruso vuole il rimborso in caso di assoluzione o archiviazione del caso. La norma lo prevede se c’è un nesso causale tra funzioni esercitate e fatti compiuti.

07 / 09 / 2020
GUIDONIA - Indagato per diffamazione su Fb, chiede al Comune di pagare il legale
GUIDONIA - Indagato per diffamazione su Fb, chiede al Comune di pagare il legale

di Marcello Santarelli

Lui è Claudio Caruso, 30 anni, da giugno 2017 consigliere comunale a Guidonia Montecelio eletto con 137 voti nelle fila del Movimento 5 Stelle. Il portavoce è indagato per diffamazione aggravata e continuata a mezzo Internet insieme a Claudio Zarro, anche lui eletto consigliere con 482 preferenze nel Movimento e a gennaio scorso passato nel Gruppo Misto. Tutti e due rischiano il processo perché il sostituto procuratore di Tivoli Luigi Pacifici, il magistrato che a luglio 2015 fece arrestare e poi condannare l’ex sindaco Eligio Rubeis, ha notificato a entrambi l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Dagli atti emerge una storia di degrado istituzionale, fatto di “battibecchi da pollaio” sul Social. Ma mentre Zarro considera la vicenda una questione privata e personale, l’altro – almeno sulla carta – la ritiene uno scambio di accuse proprie della dialettica politica. Per questo vuole che siano i contribuenti di Guidonia Montecelio a pagargli l’avvocato per essere difeso nel procedimento penale.

Nell’intervista a Tiburno.Tv Caruso sostiene che sia una questione privata, eppure il primo settembre – a differenza di Zarro – il portavoce del Movimento ha informato l’amministrazione di essere indagato “a causa dell’espletamento del suo mandato amministrativo”. Come a dire che fa il consigliere su Facebook e per questo deve pagare l’Ente. Claudio Caruso si appella ad una norma che prevede, sì, il rimborso delle spese legali nel caso di assoluzione o di archiviazione del caso. Ma naturalmente devono sussistere dei requisiti. Ossia: assenza di conflitto di interessi con l’ente amministrato; assenza di dolo o colpa grave; ma soprattutto presenza di un nesso causale tra funzioni esercitate e fatti giuridicamente rilevanti. L’ultima parola per pagargli l’avvocato spetta al Dirigente agli Affari Istituzionali Fabio Lauro.

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