270 le scadenze fiscali di settembre

Di proroga in proroga, gli adempimenti si sono fatti via via più massicci: il giorno peggiore previsto è il 16

14 / 09 / 2020

L’Ufficio Studi della Cgia di Mestre ha letteralmente “fatto i conti” sulle prossime scadenze fiscali: sono 270, tra Iva, Ires, Irap, saldo e acconto Irpef, contributi previdenziali e via di seguito. I commercialisti hanno sospeso lo sciopero evocato per il 15 settembre e si stanno preparando a quello che sarà, dicono gli esperti, il giorno peggiore, ovvero il 16, quando andranno regolarizzati qualcosa come 187 versamenti, di cui 13 tra quelli sospesi causa Covid. La paura più grande, per i contribuenti, è che altre proroghe non siano di ulteriore aiuto, bensì appesantiscano ancora di più, solo posticipandolo, l’onere delle tasse da pagare soprattutto se si è guadagnato poco o niente. Di queste tassazioni, il Decreto Agosto ammette diverse modalità di pagamento: il 50% del dovuto si può versare in un’unica soluzione entro il 16 settembre o in 4 rate mensili di pari importo (solo la prima nella giornata di cui sopra); il restante 50% si può rateizzare al massimo in 24 rate mensili di stesso importo, con il versamento della prima rata dal  16 gennaio 2021.

Mentre il ministro delle finanze Gualtieri continua a essere dirsi fiducioso su un rimbalzo importante del disastrato pil Covid Style (lo ha detto anche a Berlino durante l’ultimo dell’Ecofin, composto dai ministri dell’economia e delle finanze), altri numeri fanno tremare i polsi: una pressione fiscale che in 40 anni è saluta dell’11%, passando dal 31,4% del 1980 al 42,4% del 2019, con una  punta massima nel 2013 con il 43,4%.