Politiche attive di welfare: così crescono le piccole-medie aziende

Secondo il quinto rapporto Welfare Index Pmi, oltre la metà delle aziende investe in politiche attive di welfare

23 / 09 / 2020

L’emergenza covid ha spinto le aziende ad investimenti mirati alle  politiche attive di welfare: lo rileva il quinto rapporto Welfare Index Pmi, promosso da Generali Italia con la partecipazione di Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato, Confprofessioni, Confcommercio. Secondo il report, oltre il 50% delle piccole e medie aziende (delle 3mila coinvolte dalla ricerca), puntando a investire su assistenza, formazione, sostegno parentale, previdenza e sanità integrative, hanno avuto un balzo in avanti circa la loro produzione e sono cresciute di più. E sono pari al

79% quelle che intendono continuare su questa strada, mentre una fascia di quasi il 30%  fa affidamento su nuovi servizi e iniziative “sostenibili” che hanno persino portato in alcuni casi a un aumento dei posti di lavoro. Un dato rilevante è pure la considerazione che il welfare aziendale non solo si è dimostrato uno strumento strategico per contrastare la pandemia ma un elemento determinante per sviluppare le società di vario tipo, dal punto di vista economico e di mercato, certamente, e pure da quello sociale, con al centro produttività, sicurezza, salute.

Il Welfare Index Pmi è costruito basandosi su criteri e metodologia di ricerca sottoposti al controllo di un Comitato Guida costituito da tutte le Associazioni di categoria partner del progetto, da rappresentanti istituzionali e da esperti dell’industria e del mondo accademico.