Coldiretti Lazio – Agli oscar green 2020 vince la creatività

Di otto giovani arrivati in finale

30 / 09 / 2020

Ha vinto la creatività e la sostenibilità agli Oscar Green 2020, il concorso di Coldiretti che premia le idee innovative dei giovani imprenditori del Lazio.

Otto i vincitori premiati martedì 29 settembre nella suggestiva cornice di Castello Orsini a Nerola, dove ad aprire la manifestazione è stato proprio il sindaco, Sabina Granieri.

“Vogliamo ripartire dalla nostra terra e dall’agricoltura – spiega il primo cittadino  per una rinascita di questo Comune, che ha vissuto la zona rossa. Ci auguriamo che Coldiretti Lazio possa essere parte del progetto che abbiamo in mente anche per rilanciare il turismo di prossimità”. 

Ed è proprio sul tema del turismo che si è svolta la tavola rotonda, che ha preceduto la premiazione, nella quale sono tati consegnati da Danilo Scenna, i premi ai giovani imprenditori del Lazio, arrivati in finale tra le trentatré imprese che hanno partecipato al bando.

Sei le categorie in gara legate alla “Sostenibilità”e alla “Creatività”, che sono state tra le più partecipate, ma anche “Noi per il sociale”“Campagna Amica”“Impresa 5. Terra”“Fare rete”.

Nella categoria “Creatività”spicca per la sua capacità innovativa l’idea di Marco Iacobelli, un trentaseienne di Sora, che insieme al suo socio, ha creato un’app. Wine Listening(www.winelistening.com), questo il nome del progetto, che è già tra le 50 più scaricate.L’app è in grado di riconoscere oltre 2.5 milioni di vini solo dalla foto dell’etichetta. E’ stato da poco lanciato il loro ecommerce, raggiungibile all’indirizzo shop.winelistening.com. Creano anche eventi in vigna, che sono a impatto zero, grazie alla partnership con Silent System® riescono a realizzare concerti/degustazioni in assoluto silenzio, nel rispetto dell’ambiente che ospita la manifestazione.

E poi troviamo il progetto “Secco ma fresco”,nella categoria “Campagna Amica”. L’idea è di Flavio Corsetti, trentaseienne di Cisterna di Latina, che ha pensato di disidratare prodotti di stagione, colti direttamente dal suo orto, per averli in casa tutto l’anno. Una scorta di cibo totalmente naturale. Basta prendere la quantità di prodotto desiderata e rigenerarla in acqua tiepida. E’ utilizzabile per ortaggi, frutta, spezie ed erbe aromatiche.

Nella stessa categoria è arrivato in finale anche la “Cantina subacquea di vino Bio Doc”,realizzata da Giosafat Josè Amici, un trentaquattrenne titolare di un agriturismo “Il borgo Ariccia”, che ha avuto l’idea di affinare il vino nelle acque vulcaniche del Lago di Nemi, dove alla profondità di 18 metri ha posto 500 bottiglie di Roma Doc Rosso Bio. E’ lui stesso, operatore tecnico subacqueo e istruttore professionale sub, ad immergersi. Un progetto che prevede un percorso turistico e culturale che si lega alla storia del Lago e alle navi di Caligola.

Due i finalisti anche nella categoria“Noi per il sociale”con Silvia Proiettie il suo progetto “Agriscuola Nella Vecchia Fattoria”di Mentana. Una nuova concezione di fare scuola, che vuole avvicinare i bambini al contatto con la natura: dalla raccolta dei frutti, all’osservazione degli animali fino alla raccolta delle uova. Prevista anche la coltivazione dell’orto e laboratori per studiare le erbe aromatiche o la raccolta delle olive e il processo di trasformazione con la visita al frantoio più vicino.Nella stessa categoria c’è il progetto “Agriland”che si svolge a Viterbo. A presentarlo è Chiara De Santis. L’azienda agricola, nella concezione multifunzionale di Agriland, deve diventare la nuova agenzia educativa. L’orto di Agriland è la reale espressione di agricoltura sociale. La sua realizzazione nasce dalla concertazione tra l’esperienza lavorativa agricola di Andrea e la strutturazione degli spazi, dettati dall’esperienza di Chiara, quale psicologa ed educatrice.

E poi ci sono le bevande originali e benefiche come il “Fruttolivo”, arrivato in finale nella categoria “Impresa 5. Terra”, presentato da Elena Gramiccia, una giovane imprenditrice agricola ventiseienne,laureata in Biotecnologie agro-industriali e attualmente studentessa in “Scienze e Tecnologie alimentari”. E’ titolare dell’azienda Monti Simbruini di Paliano a Frosinone e ha ideato una bevanda non alcolica a base di estratti di foglie di olivo biologiche, con aggiunta di succo di melograno, limone e zucchero. Le molecole contenute nell’estratto, quali oleuropein e tirosolo, hanno effetto antiossidante e benefico sul sistema immunitario, sull’invecchiamento cellulare e sulla pressione arteriosa e rendono la bevanda un’alternativa salutare ai succhi zuccherini che si trovano in commercio. Un prodotto che nel Lazio ancora non è stato realizzato da nessuno.

“Sostenibibilità” è la parola d’ordine del progetto di Eugenio Rendinacon “Il circolo vizioso dell’orzo”. E’ titolare dell’azienda che porta il suo nome, nata nel 2016 ad Accumoli,in provincia di Rieti, appena pochi mesi prima del terremoto, con l’idea di creare un birrificio artigianale bio, lavorando i cereali prodotti nelle sue terre. Crea il birrificio San Pancrazio e una linea di prodotti cerealicoli inscatolati. Con il tempo e con l’aiuto del proprio spirito ambizioso e inarrestabile, le birre si diversificano. Nasce “Arca” la birra che si crea utilizzando il pane sciocco invenduto della zona. Nell’ottica dell’economia circolare, il pane crea la birra, la trebbia di birra è venduta quale mangime e soprattutto utilizzata per produrre pane e biscotti quasi privi di zuccheri e quindi attenti alla salute.

I Kiwi al centro del progetto arrivato in finale nella categoria“Fare Rete”presentato da Enrico Ferrari, giovane ventiquattrenne titolare di un’azienda agricola di Latina. Si tratta di “KiwiAgrinnova”,una nuova realtà di “Innovatori di Natura”, per la produzione di alimenti naturalmente funzionali a base 100 per cento di kiwi, per il benessere, la salute e la tutela del territorio dell’Agro-Pontino. Prevede la progettazione e formulazione di una linea di prodotti denominata NutraKiwi  2FR. Un’idea che nasce dalla collaborazione tra “L’agro del kiwi”, Azienda agricola “Oltre il kiwi”, il PIN-Polo Universitario Città di Prato, l’ Università Degli Studi di Firenze, il Cluster CHICO e l’Università degli studi di Roma Tor Vergata , ITZS di Lazio e Toscana. Tale linea comprende prodotti ottenuti da processi di fermentazione soft del frutto del kiwi. L’obiettivo è anche quello di prevenire le malattie cronico-degenerative non trasmissibili e questo significa anche ridurre il rischio di mortalità ad esso legate.

La tavola rotonda che ha preceduto la premiazione, è stata moderata dal direttore di Coldiretti Lazio, Sara Paraluppi. Ne hanno preso parte Carmelo Troccoli, direttore di Fondazione Campagna Amica, Elisabetta Montesissa, direttore di Terranostra, Danilo Scenna, delegato Giovani Impresa Coldiretti Lazio, Francesco Panella, vice delegato Giovani Impresa Coldiretti, Nicola Di Noia, direttore Unaprol, Francesco Bosio, direttore Op Latium e David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio. “Credo che la giornata di oggi possa essere di riflessione – dice Granieri– al di là della felicità di poter premiare i più bravi. Come presidente della federazione del Lazio, spero che in finale nazionale si possa ambire a qualche premio importante. Lo abbiamo sempre fatto, dando una testimonianza dell’effervescenza di questa regione. Quest’anno credo ci siano argomenti in più per poterlo fare nuovamente”.