Patto Pubblico/Privato e l’Italia riparte

30 / 09 / 2020

Quando, qualche mese fa Carlo Bonomi è diventato presidente di Confindustria, le sue parole verso il Governo non sono state tenere e l’impressione era di un dialogo interrotto tra le due parti. All’Assemblea dell’associazione di imprenditori (parola d’ordine “il coraggio del futuro”) che si è svolta ieri a Roma, invece, ci sono stati grossi segnali di riavvicinamento tra il presidente di Confindustria Carlo Bonomi e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dovuti senz’altro alla grande possibilità che i finanziamenti europei potrebbero dare al nostro paese attraverso il Recovery Fund. D’accordo i vari attori, anche i sindacati, per avviare quello che è stato chiamato un “patto pubblico/privato” al fine di rilanciare l’Italia perché sul Recovery Fund “non si può fallire”, soprattutto, come ha sottolineato Bonomi, “dopo 25 anni di stasi”, e ora è il tempo di concentrarsi (davvero) su una nuova produttività per rilanciare lo sviluppo del sistema delle imprese e del lavoro, “che deve essere messo al centro delle politiche e delle azioni dei prossimi anni”.

Conte ha parlato in proposito di riforme necessarie, ma “senza austerità” e ha indicato strumenti normativi specifici per i progetti e gli investimenti possibili con i fondi europei, con “una piattaforma digitale per controllare lo stato di avanzamento delle opere, all’insegna della trasparenza e di tempi attuativi certi”.