Fiano Romano – “Cristo Nostra Pasqua”, il nuovo complesso parrocchiale

Il Sindaco Ferilli: "Sarà un centro aggregativo per tutti"

26 / 02 / 2021

È stato rilasciato il permesso di costruire per il nuovo complesso parrocchiale “Cristo Nostra Pasqua”, un provvedimento conclusivo di un lungo percorso tecnico amministrativo. Un cammino iniziato nel 2018, partito dalla volontà condivisa tra l’Amministrazione di Ferilli e la Diocesi di Civita Castellana. Partendo dai nuovi fabbisogni, le fasi del progetto sono state le seguenti: studio di fattibilità, concorso, progetto, sopralluoghi, incontri con la comunità, bando e assegnazione. Il progetto che ha ricevuto il punteggio più alto è stato quello presentato dal gruppo di Alberto Barone.

Fiano Romano, oltre 15 mila abitanti da ultimo censimento ISTAT, si trova di fronte a nuove necessità che negli anni l’Amministrazione ha voluto accogliere modificando la viabilità, implementando le aree verdi, potenziando i percorsi ciclopedonali e le aree destinate allo sviluppo di servizi. Si sentiva, dunque, ed è stata recepita dal basso la necessità di un nuovo centro parrocchiale: vicino ai nuovi cittadini. Il complesso che porterà il nome di “Cristo Nuova Pasqua” sarà ubicato proprio lungo la via Tiberina, in un’area prossima ai servizi commerciali, alla scuola e al palazzetto dello sport.

Il Sindaco Ottorino Ferilli: <<un comune come Fiano Romano che in questi dieci anni ha vissuto cambiamenti radicali e che da ultimo censimento Istat è risultato il terzo comune del Lazio per il più alto tasso di occupazione, deve poter offrire nuovi spazi più in linea con i nuovi bisogni e le nuove esigenze. La pandemia in corso cambierà radicalmente in futuro abitudini e comportamenti, per questo la città deve farsi trovare pronta alle nuove sfide con una identità diffusa e non sempre riconducibile solo al centro del paese. Questo nuovo complesso sarà un importante centro aggregativo che avrà la capacità di offrire spazi per tutti, al di là del proprio credo>>.

Nei lunghi incontri coordinati tra amministratori, parroco della Chiesa Santo Stefano Protomartire e i responsabili della Diocesi, sono state diverse le idee, proposte, i suggerimenti che hanno portato alla redazione del Documento Preliminare alla Progettazione. Il documento ha acceso l’attenzione su un obiettivo importante da raggiungere: realizzare un “centro aggregativo per tutti”, non solo per i fedeli. Sul piano più strettamente urbanistico l’Amministrazione comunale ha manifestato l’esigenza di armonizzare le distanze esistenti tra centro storico e zona di espansione urbana caratterizzata da nuove abitazioni e impianti industriali. Il lotto su cui sorgerà il nuovo centro parrocchiale ha forma di pentagono irregolare e si apre sul lato ovest del rettilineo della via Tiberina vicino a dove questa si dirama con ampia svolta nella via S. Lorenzo.

<<Questo è il risultato di un complesso iter tecnico e amministrativo – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica Vittoria Iannuccelli – che ha visto la felice collaborazione tra Comune, Diocesi e privati. Un percorso doppiamente esemplare. Da una parte, dimostra quanto sia complicato, in Italia, tradurre le decisioni prese dalle amministrazioni in fatti concreti. Dall’altra parte, però, evidenzia come il coraggio, la perseveranza e la capacità di costruire sinergie tra pubblico e privato possano portare al successo, operazioni complesse, superando mille ostacoli>>.

<<Sono felice, perché questa è una dimostrazione tangibile di come un’urbanistica riformista, fondata sull’equità e sull’efficienza nei rapporti tra pubblico e privato, sia in grado di fornire servizi pubblici senza spendere montagne di soldi pubblici>> – ha dichiarato il Dirigente del Settore II Tecnico del comune, Ing. Giancarlo Curcio – <<senza attivare contenziosi e concedendo contropartite edificatorie eque, sotto tutti i punti di vista e sono soddisfatto anche della qualità architettonica messa in campo dal progettista, che ha raccolto felicemente l’indicazione inserita nel piano urbanistico, di realizzare un’ampia piazza sagrato, che spero possa diventare un luogo di incontro, anche a prescindere dalle funzioni religiose>>.