Debito pubblico: a gennaio è aumentato di 33,9 miliardi

Banca d’Italia rende nota la situazione del debito pubblico che vola a oltre 2.600 miliardi. Per il Mef le entrate tributarie del 2020 sono diminuite di 46 miliardi

15 / 03 / 2021
Debito

Ancora numeri in su per il debito pubblico italiano che a gennaio è aumentato di 33,9 miliardi rispetto alla fine del 2020, raggiungendo la quota di 2.603,1 miliardi (era 2.444 nello stesso mese dello scorso anno, dunque c’è una crescita di 159,1 miliardi). Lo fotografa Banca d’Italia nella sua pubblicazione “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”. Di quei 33,9 miliardi in più, 33,6 sono del debito delle Amministrazioni centrali, mentre quello delle Amministrazioni locali è di 0,3 miliardi. Rimane stabile invece il debito degli Enti di previdenza. L’incremento è dovuto all’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (32,6 miliardi, a 75,1) e al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (2,1 miliardi); l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio ha ridotto il debito per 0,9 miliardi.

Sono stati anche resi noti i numeri del Ministero dell’economia e delle finanze circa le entrate tributarie e contributive per il 2020: c’è stata una diminuzione del 6,4%, oltre 46 miliardi di meno rispetto all’analogo periodo dell’anno 2019. Il dato tiene conto della variazione negativa del 6,6% (-32.492 milioni di euro) delle entrate tributarie e della diminuzione delle entrate contributive del 6,0% (-14.159 milioni di euro). Ci sono tuttavia, dice il Mef, elementi di disomogeneità tra i dati del 2020 e quelli dell’anno 2019, legati alle misure adottate dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria nelle quali rientrano sospensioni o riduzioni dei versamenti per diverse tipologie d’imposta.