Carlo Roghi ha una mamma per socia

Con lei ha un rapporto molto speciale e ha deciso di aprire il ristorante a Monterotondo

Carlo e sua mamma, Anna

In occasione della festa della mamma abbiamo deciso di dare loro spazio, per mostrare come il legame tra madre e figlio possa trasformarsi anche in un rapporto lavorativo. Ecco la storia di Carlo Roghi e della sua mamma.

Come ti sei avvicinato al mondo della cucina?
Prima di intraprendere questa carriera mi occupavo di altro. Questa attività è stata una vera e propria scommessa: né io né mia madre avevamo dimestichezza con questo mondo e abbiamo deciso di avventurarci in questo ambito per pura passione. La nostra intraprendenza si è rivelata vincente e adesso abbiamo sei dipendenti e una clientela affezionata.

Com’è lavorare insieme a tua madre?
Lei è sempre stata un punto di riferimento nella mia vita e, da quando lavoriamo insieme, siamo molto più affiatati. Dato che lei ha lavorato per diversi anni nel settore del commercio è molto competente dal punto di vista gestionale e, per questo motivo, è una figura che mi dà molta sicurezza: diciamo che compensa la mia relativa inesperienza. Ha inoltre la capacità di trasmettere sia a me e che al personale grande passione e determinazione, oltre a essere molto amata dai nostri clienti: ha infatti la capacità di far sentire ognuno a casa propria e questo è fondamentale nel nostro lavoro.

Dato che il 9 maggio è la festa della mamma, avete qualche offerta speciale?
Purtroppo a causa delle restrizioni non possiamo organizzare nessun evento, quindi offriremo il servizio a tavolo come sempre, aggiungendo qualche piatto diverso dal solito. Ancora non sappiamo cosa sarà presente nel menù, ma probabilmente inseriremo il nostro “Pacchero alla norcina”, che ha già avuto molto successo durante la giornata internazionale della donna: si tratta di una rivisitazione della boscaiola ed è molto semplice da realizzare.

 

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