L’edilizia rischia lo stop a causa dell’aumento delle materie prime

Il caro delle materie prima rischia di stoppare gli interventi dell’edilizia già proiettata verso il superbonus 110%

24 / 05 / 2021
edilizia

Allarme edilizia da parte delle associazioni di settore (Acer Ance Lazio, Confartigianato): il forte aumento dei prezzi delle materie prima rischia di bloccare i lavori, anche delle grandi opere. A preoccupare è in particolar modo il rincaro dell’acciaio, che segna un + 130% dal novembre 2020, ma non sono da meno quello dei derivati petroliferi, delle plastiche, del rame che segnalano aumenti rispettivamente del 40, del 34, del 17%. Con gravi conseguenze nelle lavorazioni dell’edilizia, proprio in un momento in cui all’orizzonte si ventilava un rilancio del settore grazie al superbonus 110%, pur con tutti i suoi limiti. “Si rischia la mancanza del rispetto dei tempi contrattuali da parte delle imprese”, ha dichiarato Nicolò Rebecchini, presidente di Ance Roma – Acer. In pratica l’aumento dei costi e il rallentamento (o peggio la chiusura) dei cantieri è definito un po’ il tallone d’Achille del Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza. Un esempio piccolo piccolo ma dalla grande portata? La difficoltà di trovare ponteggi liberi per i progetti variegati di edilizia, quelli esistenti sono ovviamente occupati e quelli nuovi non vengono prodotti poiché rimarrebbero invenduti a causa del costo della materia prima.