Tivoli – Il film del ballottaggio: due sindaci e due feste per 10 minuti. Poi arrivano i voti veri

09 / 06 / 2014

notte1Scene surreali durante la lunga notte del ballottaggio di Tivoli. Il film della serata inizia subito dopo la chiusura dei seggi e l’arrivo dei primi dati ufficiosi comunicati dalle sentinelle presenti nelle sezioni elettoriali. Lo scenario è il classico punto di ritrovo della politica tiburtina, il tradizionale salotto del bar Ariston che già dalle 23 era occupato da candidati e sostenitori di Manuela Chioccia in attesa di conoscere l’esito dei primi scrutini. notte2E i numeri arrivano nel giro di un quarto d’ora. Ad un Alessandro Fontana che si aggirava tra i presenti ad analizzare i dati dell’affluenza, senza nascondere un certo timore per i numeri bassi dei votanti, facevano da contraltare i sorrisi dei tanti esponenti Pd presenti in piazza che commentavano con estrema fiducia le primissime notizie che arrivavano dal fronte.
notte3Alle 23.20 in piazza Garibaldi c’era già chi salutava Manuela Chioccia come nuovo sindaco di Tivoli. Il dato che ha fatto scattare l’entusiasmo erano i voti registrati al Medicus Hotel: “Stiamo avanti 21 a 9, vinciamo alla grande”. E a rafforzare la convinzione basata in effetti su numeri molto, ma molto approssimativi, tanti abbracci, sorrisi, pacche sulle spalle, e ancora foto in posa come antipasto di quelle che sarebbero dovuto arrivare di lì a poco a vittoria intascata. L’umore del Pd era insomma quello di chi pregusta la vittoria. Ai tavolini dell’Ariston la diretta interessata, Manuela Chioccia, era quella che si dimostrava più cauta di tutti. Intorno a lei un Marco Vincenzi ottimista, Davide Carrarini, Raffaele Rossi e Francesco Luciani più che sorridenti e poi ancora Andrea Ferro, Giuseppe Baisi e altri che iniziavano ad abituarsi all’idea di aver riconquistato Palazzo San Bernardino anche con una certa facilità.
notte4Il tempo di attraversare il corso e arrivare fino alla sede del comitato elettorale di Giuseppe Proietti, in via Parmegiani, per rendersi conto che la fotografia della realtà era ben distante dalle previsioni dei piddini. Alle 23.40 i sostenitori di Proietti accoglievano con boati da stadio i risultati che arrivavano dalle varie sezioni e che venivano proiettati su maxi schermo nell’affollatissima sede. notte5Da Villa Adriana al centro storico, da Campolimpido a Tivoli Terme i numeri non lasciavano spazio a dubbi: Proietti era davanti a Chioccia ovunque, con un incremento di voti che saliva a decine ad ogni aggiornamento dei dati. Nessuno si sbilanciava a parlare di vittoria ma le bottiglie di spumante e le lacrime di tanti sostenitori lasciavano intendere che era solo questione di attimi. I boati nel frattempo proseguivano sempre più fragorosi.
Il percorso inverso in direzione piazza Garibaldi fa attraversare sede-pd1una città deserta fino al bar Ariston. Con l’unica differenza che a mezzanotte spaccata di politici e candidati del
centrosinistra non c’era nemmeno l’ombra. La scena di una quarantina di minuti prima sembrava veramente frutto di un miraggio. Il gotha del Pd era tornato ad accogliere i dati nella sede del comitato, quel palazzone che sovrasta la piazza e da dove solo le luci accese facevano capire che c’era un po’ di movimento. Sul pianerottolo un gruppo di giovanotti in lacrime, letteralmente, ma per motivi ben diversi dalle gioie dei ragazzi di Proietti dall’altra parte della città. Salendo le scale che portano al piano degli uffici del Pd si incontrano le stesse facce che poco prima erano sorridenti e adesso hanno a dir poco un’espressione funebre. Davanti al monitori del portatile dove vengono pubblicati i risultati c’è Marco Vincenzi che si lascia sfuggire un commento lapidario: “Abbiamo rifatto vincere Gallotti”. Intorno a lui incredulità e sgomento, con qualcuno che già iniziava a sussurrare di tradimenti dell’ultim’ora, di voti mancati, di poco impegno. Ed a cercare le colpe della sconfitta che ormai si sentiva certa, scaramanzia a parte, mano a mano che arrivavano dati scoraggianti anche dalle sezioni considerate roccaforti come Villa Adriana. Per il Pd si stava avvicinando la seconda sconfitta consecutiva alle comunali, forse più amara di quella subita da Vincenzi contro Gallotti appena quattro anni fa.
notte6Negli stessi istanti, con oltre metà sezioni scrutinate e l’andamento dello spoglio che non lasciava presupporre sorprese, dalle parti di Proietti esplodeva in tutto e per tutto la voglia di festeggiare. Cori per il professore e contro gli avversari, tappi di spumante che volavano in aria, stelle filanti e brindisi a tutto spiano da via Parmegiani e lungo il corteo fino a piazza Plebiscito dove si è consumata la festa con il discorso di Proietti all’una e venti di notte. Lì si sono ritrovati i candidati e i futuri consiglieri, i sostenitori e i grandi portatori di voti. Da Gianfranco Osimani a Giorgio Strafonda, da Urbano Barberini ad Augusto Masotti e tanti altri che hanno voluto partecipare ad una notte storica per Tivoli.

Massimo Cimò