VIDEO: Castelchiodato in festa per la riapertura della cava San Francesco

10 / 06 / 2014

Una festa per tutta la frazione la riapertura dell’ex cava San Francesco a Castelchiodato. Venerdì 30 maggio i cittadini, gli alunni della materna e i rappresentanti dell’amministrazione comunale hanno potuto constatare l’opera di rimboschimento, cinque anni dopo la presentazione del progetto. Prossimo obiettivo ora sarà quello del rimboschimento della seconda cava, dall’altro lato della strada. Ben duemilacinquecento gli alberi piantati, che nei prossimi anni andranno a costituire quel bosco rovinato negli anni. Querce e altre specie arbustive che miglioreranno la biodiversità dell’area, come lo “storace” che è una specie vegetale simbolo del Parco dei Monti Lucretili.
I lavori sono stati portati avanti dall’Università Agraria di Castelchiodato insieme a Ernesto Giorgetti, direttore tecnico dell’impresa che sta seguendo i lavori di riempimento della cava e all’agronomo Piero Morandini, agronomo che ha curato la progettazione e la direzione dei lavori per i 2 ettari di cava.
Il recupero eco-paesaggistico delle cave è arrivato mediante conferimento controllato di terre e rocce da scavo e ripristino della originaria copertura forestale.
Le due cave sono sempre state storicamente nel territorio gestito dall’Università Agraria e l’ente forniva ai cittadini castellani il “diritto al pietrisco”, ossia chiunque poteva attingere alla pozzolana per fare i lavori nelle proprie abitazioni private. Tutto andò bene per anni, fin quando un’azienda cominciò letteralmente a saccheggiare la cava svuotandola senza nemmeno pagare l’ente agrario per il servizio. Dopo anni e anni di battaglie la cava fu chiusa nel 1991 e solo nei prossimi giorni verrà finalmente riaperta.
Soddisfatto e quasi commosso il presidente dell’Università Agraria Felice Della Branca, che ha ricordato il suo predecessore recentemente scomparso Adolfo Nardi. Per questo motivo è stata listata a lutto la bandiera durante la cerimonia di presentazione.
«Cinque anni fa quando approvammo il progetto di recupero boschivo dell’ex cava, volevamo raggiungere proprio questo risultato che all’epoca ci sembrava un sogno – ha detto Della Branca – adesso un pezzo di territorio violentato dall’apertura delle cave è stato recuperato. Non posso fare a meno di ricordare il nostro ex presidente Adolfo Nardi. A lui e alla sua caparbietà dobbiamo se oggi i sogni diventano realtà. Questo bosco diventerà un patrimonio economico ed ambientale della collettività. Un bosco appartiene a chi respira e quindi alla comunità intera».
Anche Giorgetti ha voluto spendere due parole, dopo il tanto lavoro. «Abbiamo raggiunto la prima metà dell’obiettivo – ha detto – chiediamo un aiuto a tutta la collettività per spendersi contro l’abbandono dei rifiuti che avviene costantemente. Noi facciamo il possibile per raccogliere e portare via, ma ci auguriamo per il futuro che ci sia una maggiore sensibilità».