Lo sai che… al Castello di Lunghezza hanno soggiornato principi, artisti e letterati di grande fama

09 / 03 / 2017

Situato tra la via Tiburtina e la via Collatina, a poca distanza dal tratto urbano dell’Autostrada A24, il Castello di Lunghezza è uno dei più rinomati dell’hinterland romano. Fortezza di origine medievale, alla stregua di altre presenti nel nostro territorio, il castello, adibito nell’alto medioevo a monastero fortificato benedettino, è stato possedimento e dimora di alcune importanti famiglie nobiliari romane come i Conti di Poli, i Colonna, gli Orsini e delle casate fiorentine dei Medici e degli Strozzi, quest’ultime protagoniste assolute delle dinamiche politico-sociali del capoluogo toscano tra XIV e XVI secolo.

La presenza di queste famiglie ha contribuito a rendere, in età medievale e in epoca moderna, il castello di Lunghezza uno dei luoghi privilegiati di soggiorno o di passaggio di alcuni personaggi che ebbero un ruolo influente nella storia di quegli anni. Nel 1297, ad esempio,  venne sottoscritto nel Castello il cosiddetto Manifesto di Lunghezza, un documento con il quale si dichiarava illegittima l’elezione di papa Bonifacio VIII Caetani. Promotori del Manifesto, i cardinali Jacopo e Pietro Colonna, membri della famiglia all’epoca proprietaria della fortezza, acerrima nemica proprio dei Caetani. Tra i firmatari del Manifesto vi era anche Jacopone da Todi, un religioso francescano nonché poeta tra i più rinomati del Medioevo che si stabilì, durante la disputa contro Papa Bonifacio, proprio al Castello di Lunghezza sotto la protezione dei Colonna.
Nel 1488, il Castello è rientrato nella dote di Alfonsina Orsini, sposa di Piero de’ Medici, signore di Firenze e figlio di Lorenzo il Magnifico. Fu quest’alleanza matrimoniale a sancire il passaggio del castello alla nobile famiglia fiorentina che fu poco attenta alla cura e alla manutenzione della struttura. Fu un altro matrimonio, nel 1527, quello tra Clarice Medici e Filippo Strozzi a rendere l’altra nobile casata fiorentina, la nuova proprietaria del feudo di Lunghezza. Grazie agli Strozzi, il Castello venne migliorato negli arredi e negli ambienti interni ed esterni, divenendo una lussuosa residenza nobiliare, assai apprezzata a Roma e dintorni. Una tale trasformazione consentì di ospitare al castello personaggi importanti come il grande pittore e scultore fiorentino Michelangelo Buonarroti e Caterina de’Medici, futura regina di Francia dopo il matrimonio con il sovrano Enrico II, al quale la donna diede ben dieci figli, tra i quali il futuro re transalpino Carlo IX.
Il castello rimase proprietà degli eredi Strozzi fino alla seconda metà dell’Ottocento. Uno di essi, la sorella di Piero Strozzi, ultimo erede della casata fiorentina,  sposò il medico e scrittore svedese Axel Munthe, amante dell’Italia al punto da trasferirsi definitivamente nel nostro paese. Munthe si innamorò del castello di Lunghezza e ne adibì un’ala a clinica di convalescenza per i malati. Successivamente, lo stesso Munthe sposò una nobile scozzese Hilda Pennington Mellor. Quest’ultima, alla stregua del marito, rimase molto legata al castello tanto che il padre lo acquistò per lei come regalo di nozze.  Nuovamente ristrutturato grazie agli interventi finanziati dalla famiglia Pennington, il Castello ospitò, tra gli altri, dopo la prima guerra mondiale, lo scrittore Gabriele D’Annunzio, l’attrice teatrale Eleonora Duse e il re Gustavo V di Svezia.
I coniugi Muthe-Pennington furono costretti ad abbandonare il Castello di Lunghezza durante il secondo conflitto mondiale quando, la fortezza, divenne la sede di un distaccamento dell’esercito tedesco. Terminata la guerra, Malcom Munthe,  figlio di Hilda Pennigton e Axel Munthe, istituì una Fondazione a tutela del Castello che venne poi dichiarato Monumento Nazionale. Nel 1992, vi ha soggiornato, per una notte, il Principe Carlo d’Inghilterra, erede designato al trono al termine del regno della madre Elisabetta. In visita ufficiale a Roma, Carlo fu l’ospite d’onore del castello dove, per l’occasione, venne allestito una cena benefica con oltre 200 invitati, i quali con la loro donazione contribuirono ai restauri della Keats-Shelley Memorial House, la dimora romana del poeta ottocentesco inglese John Keats, situata nei pressi della scalinata di Piazza di Spagna.

Alessandro Bianchi