VIDEO GUIDONIA – Temporale e black out, i grillini fanno affogare 50 famiglie

02 / 10 / 2019

In via Trevi nel Lazio a Setteville Nord, mentre la Procura ha sequestrato il canale di scolo, il sindaco obbliga i residenti a staccare le tubazioni delle acque piovane dalla condotta fognaria

 

IL FATTO Ad ogni temporale lo scenario è sempre lo stesso: cantine, garage a rustici a rischio inondazione. Per evitarlo gli abitanti di via Trevi nel Lazio e via Capranica a Setteville Nord hanno realizzato delle paratie con sacchetti di sabbia davanti agli ingressi delle abitazioni.

E’ accaduto anche oggi, mercoledì 2 ottobre, quando un violento

temporale si è abbatutto sulla terza città del Lazio e l’hinterland romano. Risultato: black out elettrico, in tilt il sistema di sollevamento delle acque nere che raccoglie anche le acque piovane, strade piene di liquami. Sì, perché dal 19 aprile scorso la Polizia provinciale, su ordine del Giudice per le indagini preliminari Alfredo Maria Bonagura e richiesta del sostituto procuratore Luigi Pacifici, ha sottoposto a sequestro preventivo e chiuso il canale di scolo delle acque chiare che bypassa le due strade e confluisce nel terreno delle aziende “Agricola Monte d’Oro srl”, “Agricola Nuova Galles srl”, “Agricola Nuova Zelanda srl” e “Agricola Nuova Scozia srl”. Le aziende, tramite l’avvocato Fabio Frattini, a giugno dell’anno scorso avevano presentato in Procura un esposto per inquinamento ambientale in quanto dal tubo di scarico insieme alle acque piovane uscivano anche feci. Ora acque nere miste alle bianche finiscono nelle abitazioni degli abitanti che hanno telefonato a Tiburno per segnalare l’ennesima emergenza. Nel frattempo il 7 agosto scorso il sindaco Michel Barbet ne ha pensata una: con l’ordinanza 249 indirizzata ai circa 50 proprietari delle abitazioni di via Trevi nel Lazio dai civici 1 a 17 e da 2 a 20, oltre a tutti i residenti di via Capranica, ha imposto di staccare i canali di scolo delle acque piovane dalla condotta fognaria proprio a causa del malfunzionamento dell’impianto di sollevamento delle acque di scarico. Un impianto, scrive il sindaco nell’ordinanza, all’interno del quale continua ad affluire una notevole quantità di acque bianche perché “in molte utenze fognarie sono state convogliate le acque meteoriche provenienti dai tetti e dagli spazi esterni pavimentati delle abitazioni”.