TIVOLI – “Togliete la multa o vi querelo”. I vigili denunciano Terranova senza identificarlo: assolto

07 / 01 / 2020

Per come l’avevano raccontata sembrava davvero credibile. Il maggior imprenditore del territorio che redarguisce i “pizzardoni”, tenta di dissuaderli dal multare un povero pensionato e addirittura minaccia gli agenti di denuncia perché stavano sanzionando il malcapitato su un terreno privato e non su una strada pubblica.
In realtà, la storia non sarebbe andata così, almeno secondo la sentenza del Tribunale di Tivoli che ha di fatto smentito due agenti della Polizia locale che lo avevano denunciato scagionando con formula piena Bartolomeo Terranova, 78 anni, il costruttore noto in tutta la provincia Nord-Est e patron delle Terme di Roma.
Lunedì 18 novembre il giudice Giovanni Petroni ha infatti assolto l’imprenditore per non aver commesso il fatto dalle accuse di minaccia a pubblico ufficiale e rifiuto di indicazioni sulla propria identità. In poche parole, Terranova fu denunciato senza essere prima identificato, ma soltanto in base alla sua notorietà per essere stato visto dai due agenti alle Terme: per cui non si può escludere uno scambio di persona.
Secondo la ricostruzione dei vigili urbani, il fatto avvenne il 27 gennaio 2015 nel parcheggio del Centro commerciale “Le Palme”, tra via Dante e via Calvino, in un’area di proprietà dell’imprenditore e all’epoca non ancora acquisita al patriomonio comunale dove ogni martedì si svolge il mercato settimanale di Tivoli Terme.
Sempre secondo la versione della Polizia locale, gli agenti stavano sanzionando le auto parcheggiate in violazione del Codice della Strada nei pressi dell’area mercatale, quando furono avvicinati da un anziano signore rimasto non identificato.
Il pensionato avrebbe chiesto cortesemente di annullare il verbale che i vigili gli avevano appena fatto, quando durante la conversazione sarebbe intervenuto un terzo uomo.
“Levategli ‘sta multa”, avrebbe intimato il misterioso passante ai due agenti che risposero “picche”. E il terzo uomo gli avrebbe replicato con forza: “Io sono il proprietario di quest’area, voi qui non ci potete stare perché è di m ia proprietà e vi denuncerò per falso in atto pubblico”.
A quel punto, gli agenti gli avrebbero chiesto di fornire i documenti o di declinare le proprie generalità, ma l’uomo misterioso si sarebbe allontanato velocemente dicendo: “Fate come vi pare, io i documenti non ve li do”.
Il giudice Giovanni Petroni ha sentenziato che non è stata raggiunta sufficiente certezza sull’identità tra l’autore del fatto e l’imputato. Quindi ha accolto la tesi difensiva dell’avvocato Augusto Colatei, legale di Bartolomeo Terranova, e ha letteralmente “smontato” la relazione di servizio redatta dai vigili urbani.
“Si legge – scrive Petroni – che l’agente riteneva di identificare nella persona allontanatasi uno degli azioni delle Terme di Roma, il signor Bartolomeo Terranova. La certezza che l’identità della persona fosse effettivamente quella di Terranova si radicava ancor più nell’agente perché successivamente ricordava di averlo visto alle Terme in precedenti interventi di notifica di vari atti amministrativi pur non avendolo mai personalmente generalizzato”.
Una ricostruzione lacunosa, la definisce il giudice che ribadisce come l’agente non ha mai identificato né l’autore del reato contestato, tantomeno la persone vista alle Terme. “Peraltro – conclude Petroni – viene apoditticamente affermato che la persona vista alle Terme sarebbe proprio Terranova sulla sola base del fatto che ne sarebbe socio; tale ultima circostanza, in nessun modo dimostrata, non è di certo sufficiente per ritenere che la persona presente alle Terme, non si comprende a quale titolo, fosse proprio l’imputato”.

L’IMPRENDITORE – “Mi hanno scambiato con un altro. Valuto se denunciarli”

“Non ho parole, quando mi arrivò la notifica non mi rendevo conto a cosa si riferisse e dove i vigili urbani mi avessero incontrato. Di questa storia non so niente”.
Allarga le braccia Bartolomeo Terranova, accoglie positivamente un’assoluzione che si attendeva e giura di non essere lui l’uomo misterioso che avrebbe reagito agli agenti della Polizia locale.
Ragioniere, i vigili urbani ce l’avevano con lei?
“Con me? Che ne so? Chi li ha visti i vigili? Non lo so”.
Lei ricorda l’episodio del 27 gennaio 2015?
“No no, assolutamente. Io non ho mai incontrato i vigili, mai incontrato nessuno. C’è un errore di persona.
Hanno fermato qualcuno e hanno pensato che fosse Terranova poi lo hanno denunciato. Io non ho mai saputo nulla, infatti stavo tranquillo e non avevo problemi”.
Ora che è stato assolto con formula piena denuncerà i vigili urbani?
“Non lo so, ci pensa l’avvocato che mi ha mandato copia della sentenza e ce l’ho ancora sulla scrivania, nemmeno l’ho letta tutta”.