Tivoli – Il 21 gennaio di 15 anni veniva ucciso a Nassiriya Simone Cola

23 / 01 / 2020

Simone Cola era legato a Ferentino (Frosinone) dove nel 2005 si svolsero i funerali alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Lì aveva sposato la moglie Alessandra nel 2001.

La ricostruzione di quel tragico 21 gennaio

Quel venerdì 21 gennaio di 15 anni fa doveva essere un giorno come tanti altri, un pattugliamento dall’alto come quelli effettuati in oltre 4000 ore di volo dagli elicotteri del contingente italiano impegnato in Iraq nella missione “Antica Babilonia”. Invece quell’intervento sui cieli di Nassiriya, sorvolando la parte della città attraversata dal fiume Eufrate, è diventato una tragedia per Simone Cola, 31 anni di Villa Adriana di Tivoli, maresciallo scelto dell’aviazione dell’esercito, morto dopo essere stato raggiunto da un colpo di kalashnikov, sparato da terra, nell’unico punto non protetto dal suo giubbotto antiproiettili.
Il tiburtino si trovava a bordo dell’elicottero AB 412, in supporto ad un contingente di terra portoghese, anch’esso inquadrato nel nostro contingente, attaccato da alcuni miliziani dello sceicco Aws al Khafaji, legato al gruppo sciita di Moqtada Al Sadr. Un volo a bassa quota, di pattugliamento, effettuato ad alta velocità, ma con il fianco scoperto agli attacchi nemici. Ed è proprio in uno di questi scontri a fuoco che alle 12.15 locali, le 10.15 italiane, Simone Cola è stato raggiunto dal proiettile.
Il maresciallo, tecnico esperto del gruppo Rale, quello addetto al controllo, riparazione e manutenzione elicotteri, dell’Aves, infatti, si trovava vicino al portellone, in qualità di mitragliere scelto, il ruolo con cui era inquadrato nel reparto operativo autonomo della nostra base di Talil, nel sud dell’Iraq. Immediato il rientro alla base ed il trasporto nell’ospedale di campo italiano, risultato però vano.
“I chirurghi – recitava una nota del Ministero della Difesa – hanno tentato di stabilizzare le sue condizioni ma ogni tentativo è risultato vano. Alle ore 13.35 (locali, le 11.35 italiane, ndr) ne è stato dichiarato il decesso”.
Un solo colpo, ma fatale, il proiettile è entrato nella parte anteriore dell’ascella sfiorando il giubbotto di protezione, ha attraversato il torace lesionando il polmone e provocando un’emorragia, per poi uscire nella regione posteriore del torace senza interessare i grossi vasi. Il colpo insomma, come ha sottolineato Giancarlo Umani Ronchi, medico ordinario di Medicina Legale dell’Università di Roma “La Sapienza”, dopo l’autopsia, ha trovato l’unica strada possibile e l’unico punto non protetto, facilitato, come detto dal medico che ha effettuato l’esame autoptico Paolo Arbarello, dal fatto che Simone Cola era chinato in avanti per la posizione dell’elicottero.

Croce d’onore alla memoria
Simone Cola fu insignito della Croce d’Onore alle vittime di atti di terrorismo o di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all’estero, alla memoria.

Questa la motivazione:
“Giovane sottufficiale specialista di elicottero dalle straordinarie qualità morali e professionali, comandato in missione in terra irachena, nell’ambito dell’operazione “Antica Babilonia”, si prodigava con grande professionalità ed entusiasmo partecipando a numerose missioni di ricognizione. Il 21 gennaio 2005, nel corso di un volo di ricognizione e osservazione effettuato in supporto ad una contestuale attività’ operativa condotta, sul terreno, da forze del contingente nazionale, veniva raggiunto da un colpo di arma da fuoco ostile esploso da terra. colpito a morte, perdeva la vita nell’adempimento del dovere. Con il suo sacrificio ha contribuito in misura rilevante ad accrescere il prestigio dell’Italia e delle sue forze armate in ambito internazionale, tenendo alto l’ideale di pace e solidarietà fra i popoli.
Cieli di An Nassiriya – Iraq, 21 gennaio 2005″