Il Sindacato Sinasfa “farmacisti a rischio, pochi dispositivi di protezione”

Sinasfa Lazio, Sindacato dei Farmacisti non titolari, segnala preoccupazione tra i lavoratori spesso non forniti di adeguati dispositivi di protezione o costretti a pagarli

07 / 05 / 2020
I Farmacisti "siamo a rischio, insufficienti dispositivi di protezione"
in foto Valerio Battisti, direttore della Farmacia Marzolano a Palombara Sabina e Presidente di Sinasfa Lazio

Nei giorni della Pandemia molti farmacisti sono preoccupati per la carenza di dispositivi di protezione individuale in un mestiere così a contatto con il pubblico. Alcuni farmacisti dipendenti addirittura denunciano di aver dovuto pagare guanti e mascherine forniti dal titolare.

Lo segnala Sinasfa Lazio, il Sindacato Nazionale dei Farmacisti non titolari presieduto da Valerio Battisti, direttore della Farmacia Marzolano a Palombara Sabina in una lettera aperta che verrà inviata ai  Presidenti dei cinque ordini professionali dei farmacisti nel Lazio.

Pubblichiamo la lettera:

L’emergenza COVID ha fatto emergere ancora una volta delle pericolose storture che avvengono nel nostro settore.

Sinasfa Lazio ha ricevuto decine di segnalazioni da parte dei colleghi che denunciano di aver ricevuto, in questi mesi in cui l’emergenza e il rischio di contagio sono stati estremamente elevati, insufficienti dispositivi di protezione individuale, cosa che ha creato ansia e preoccupazione nei molti colleghi esposti quotidianamente al rischio di infezione.

Cosa se possibile ancor più grave è che una  buona parte di questi colleghi, denunciano di aver dovuto pagare al datore di lavoro i DPI loro forniti, mascherine guanti e disinfettanti.

Informiamo i colleghi che il datore di lavoro ha l’obbligo di legge, DL 9/4/08  n. 81 Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, di fornire gratuitamente e in quantità sufficiente per poter lavorare in sicurezza gli idonei dispositivi di protezione individuale.

E’ un reato penale, da parte del datore di lavoro non ottemperare a questa norma, ed è punito con L’ arresto da due a quattro mesi o ammenda da euro 1644,00 a 5756,00. Questo comportamento è assolutamente deplorevole, e auspichiamo che sia solo il frutto di ignoranza dei più elementari e basilari concetti sulle norme di sicurezza.

Sinasfa Lazio invita i colleghi a chiedere il rimborso di quanto dovuto al proprio titolare  e a segnalare ulteriori criticità o comportamenti scorretti che dovessero ulteriormente continuare.

SINASFA Lazio continuerà a vigilare e sostenere i collaboratori nelle azioni che metteranno in atto per vedere rispettati i loro diritti.

Dr.Valerio Battisti

Presidente SINASFA LAZIO