Covid-19, come e perché impugnare le multe

Il parere dell’esperto: l’avvocato Giuseppe Poerio dello studio “Legal Brain” di Guidonia. Il 10 giugno scade il termine per i ricorsi

14 / 05 / 2020

Le sanzioni Amministrative per violazione delle disposizioni di contenimento dell’emergenza sanitaria sono diventate in questi ultimi giorni un fenomeno di scottante attualità.
L’Avvocato Giuseppe Poerio del Foro di Roma, avvocato dello Studio LEGAL BRAIN di Guidonia, insieme ai soci Avvocato Roberto Isacchini e Mauro D’Autilia, ci ha chiarito alcuni aspetti molto interessanti di questa complicata vicenda.
A cominciare dai Dpcm (Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri) rapidamente susseguitisi in questi ultimi mesi che a detta del legale hanno determinato una rilevante limitazione e compressione di diritti fondamentali dei Cittadini sanciti dalla nostra Costituzione quali la libertà Personale (articolo 13) la libertà di Circolazione (articolo 16) la libertà di Riunione (articolo 17), la libertà di Culto (articolo 19) il diritto all’Istruzione (articolo 34) e la libertà di iniziativa economica (articolo 41).

Avvocato Poerio, la domanda sorge spontanea: cosa è un Dpcm?

E’ una fonte secondaria del diritto con valore di ATTO AMMINISTRATIVO.

Può il Presidente del Consiglio dei Ministri limitare i diritti costituzionali dei cittadini mediante il ricorso ai Dpcm?

Il Presidente del Consiglio dei Ministri è stato Autorizzato ad adottare provvedimenti di contenimento per contrastare la diffusione del Virus Covid 19 dai Decreti Legge n. 6 di Febbraio e n. 9 di Marzo.
Tuttavia, un Decreto Legge non è lo strumento più idoneo per conferire tutti questi poteri nelle mani di una sola persona.
Il DECRETO LEGGE, infatti, è un Atto avente “forza di legge” emesso dal Governo che deve essere convertito in Legge dal Parlamento entro 60 giorni e che decade alla scadenza del sessantesimo giorno.

Quindi quale è stato il corto circuito che si è verificato nel nostro sistema democratico?
Nel nostro Ordinamento vige una Gerarchia delle fonti normative secondo cui le norme di grado inferiore non possono modificare o comprimere i principi stabiliti dalle norme di grado superiore.
La Costituzione, naturalmente si trova al vertice di questa piramide ed i diritti costituzionali possono essere compressi solo con una apposita legge.
Nel nostro caso sono stati dei Decreti Legge ad autorizzare il Presidente del Consiglio dei Ministri.
Quindi è successo che il POTERE ESECUTIVO – mediante un Decreto Legge – abbia autorizzato il Capo del Governo (quindi lo stesso capo dell’Esecutivo), ad emettere provvedimenti restrittivi delle libertà costituzionali senza che altri Poteri dello Stato come il Parlamento (che rappresenta il potere LEGISLATIVO) o la magistratura (Potere GIUDIZIARIO) potessero disciplinare, circoscrivere e limitare l’esercizio di questo potere pressoché assoluto.
Il Governo in poche parole si è AUTO-AUTORIZZATO a limitare le libertà dei cittadini.

Molti Cittadini si sono lamentati di aver subito dei veri e propri soprusi da parte delle forze dell’Ordine per la poca chiarezza dei Dpcm.
Un’altra criticità riscontrata nei Provvedimenti adottati dal Governo è stato l’utilizzo di termini del tutto atecnici quali “prossimità alla propria abitazione”, “divieto di assembramenti”, “attività motorie”, “aree verdi”, “prossimi congiunti” che non trovano alcuna definizione o riscontro in nessuna altra norma del nostro Ordinamento.
Ciò ha determinato una situazione di totale incertezza del diritto con una infinità di diverse interpretazioni da parte degli appartenenti alle Forze dell’Ordine che hanno sanzionato persone che si trovavano a meno di 500 metri dalla propria abitazione, o che stavano portando il cane in una aiuola (definita area verde), o che stavano svolgendo esercizi statici all’aria aperta o che si stavano recando da parenti alla lontana.
Si è verificato il paradosso giuridico per cui le FAQ del sito del Governo erano diventate una fonte primaria del diritto addirittura superiore alla Costituzione.

Tornando alle Sanzioni amministrative quali sono gli strumenti a difesa dei cittadini?
Le Sanzioni Amministrative emesse per violazione dei Dpcm possono essere impugnate in via gerarchica davanti al Prefetto o al Sindaco nel termine di 30 giorni.
Questo termine è rimasto sospeso sino al 11 maggio.

Quindi qual è il termine ultimo per proporre Opposizione?
Il termine scadrà il 10 giugno per tutte le Multe emesse dal 9 marzo al 11 maggio.

Cosa succede se l’opposizione è respinta?
Se l’opposizione viene respinta la sanzione è raddoppiata ma il cittadino avrà la possibilità di impugnare il provvedimento dinanzi al Giudice di Pace.

Il Vostro Studio si occupa delle Sanzioni?
Con i miei soci Mauro D’Autilia e l’avvocato Roberto Isacchini, siamo da sempre a fianco dei cittadini per la tutela dei loro diritti ed a maggior ragione in questo momento di grave crisi economica e sociale abbiamo pensato di predisporre un Numero Verde gratuito per raccogliere tutte le segnalazioni degli abusi subiti.

Chi è interessato cosa dovrà fare?
Dovrà chiamare il nostro Numero Verde 800103042 e fissare un appuntamento con il sottoscritto o con i colleghi dello Studio che offriranno una prima consulenza gratuita.
Ogni altra informazione su chi siamo, su cosa e come operiamo potrà essere visualizzata sul sito del nostro studio:

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