GUIDONIA – Bonifica dell’Inviolata, l’ordinanza verso l’annullamento

Il Tar del Lazio accoglie il ricorso della Eco Italia 87 e di Francesco Rando, Angelo Deodati e Paolo Magrini: il provvedimento del sindaco Barbet è campato in aria. Sentenza il 4 dicembre

15 / 05 / 2020
GUIDONIA - Bonifica dell’Inviolata, l’ordinanza verso l’annullamento

La decisione finale sarà adottata il 4 dicembre prossimo, ma l’orientamento dei giudici è chiaro fin da ora: l’ordinanza per la bonifica della discarica dell’Inviolata è un atto scritto coi piedi e per questo appare destinato ad essere annullato.


Lo ha ribadito ieri, giovedì 14 maggio, il Tar del Lazio con l’ordinanza numero 3821 che accoglie il ricorso della Eco Italia 87 e di Francesco Rando, Angelo Deodati e Paolo Magrini. Proprietari e gestori della discarica avevano richiesto l’annullamento dell’ordinanza 422 firmata il 18 dicembre 2019 dal sindaco di Guidonia Montecelio Michel Barbet per il ripristino dello stato dei luoghi e la bonifica della discarica dell’Inviolata.

I giudici amministrativi hanno ribadito gli stessi concetti espressi lo scorso giovedì 26 marzo quando sospesero l’efficacia di un’ordinanza che a dicembre 2019 venne propagandata dall’amministrazione pentastellata come un atto rivoluzionario e risolutivo. In realtà era senza capo né coda. Per ora il Tar ha ritenuto valide le motivazioni dei gestori della discarica, evidenziando che già sono in corso le operazioni di messa in sicurezza, di monitoraggio, le procedure di capping, il piano di caratterizzazione e di bonifica ambientale della discarica dell’Inviolata.Operazioni espletate sotto il controllo dello stesso Comune come Ente responsabile del procedimento che il 17 settembre 2012 ha pure approvato il Piano di Caratterizzazione. Tutte condizioni che, a parere dei magistrati, sembrano garantire adeguatamente le ragioni di sicurezza, igiene e sanità pubblica indicate come finalità dell’ordinanza.


Il Tar ha inoltre bocciato il sindaco Barbet per aver fondato l’ordine di bonifica sulle sentenze del giudice penale e amministrativo che hanno ritenuto illegittimi gli atti autorizzativi sulla base di vizi formali. Sentenze oggetto di giudizi di impugnazione tuttora pendenti. I giudici hanno inoltre evidenziato che la ritenuta illegittimità dei permessi non sembra possa costituire idoneo ed automatico fondamento dell’ordine di rimozione dei rifiuti avente conseguenze irreversibili, in assenza di ulteriori accertamenti e controlli.


Ieri i giudici si sono spinti oltre sottolineando che non emergono vizi di nullità dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) rilevando anche che la determinazione regionale del 2009 riguarda la variante non sostanziale della discarica in esercizio, per cui è del tutto erronea la riferibilità al sesto invaso.