Il cuore grande di Alessio Tichetti all’improvviso ha smesso di battere

Per la comitiva di Piazza delle Erbe, a Monterotondo, quel ragazzo discreto, corretto e sorridente è stato sempre il fulcro dell’aggregazione

20 / 05 / 2020

di Annamaria Iantaffi

Quarantuno anni sono pochi per morire, ma Alessio Tichetti se ne è andato senza grande clamore, quando il suo cuore ha cessato di battere, venerdì 15 maggio, mentre era sulla soglia della sua nuova vita, che in lui stava nascendo dopo che aveva combattuto un’altra importantissima battaglia. Da quel giorno le sue priorità erano cambiate e sapeva che nulla avrebbe potuto ostacolare la sua felicità, quando fosse tornato ad uscire da casa: era più ottimista sui problemi di lavoro, aveva smesso di fumare, aveva cominciato a fare le flessioni, lui che non aveva mai frequentato una palestra.

Da piccolo Alessio ha avuto un’infanzia serena, è cresciuto in via Cicerucchio, è andato alle scuole dell’obbligo a Monterotondo, poi si è iscritto all’Istituto Alberghiero di Rieti. Prima ancora di finire gli studi, ha iniziato a lavorare per hotel stellati romani e in seguito è passato a servire come steward sui voli a lunga distanza in Alitalia. Nel 2010 la crisi ha colpito la compagnia di bandiera e ha costretto a casa Alessio. Il quale però non si è perso d’animo e ha aperto un bar a Roma che ha chiuso un anno dopo per partire per Londra, dove è diventato Assistant Manager per una catena di alberghi. Finalmente Alessio è appagato del suo lavoro: all’estero gli vengono riconosciuti meriti e competenze acquisite con lo studio e l’esperienza. Però vivere lontano dai propri affetti ha un prezzo e, dopo nove anni, Alessio non è più disposto a pagarlo, quindi torna a Monterotondo nel 2019 e va a vivere a Borgonuovo, nell’ultimo piano della casa dei genitori, Nadia e Alvaro, che accoglie anche la famiglia della sorella maggiore, Tatiana.

Quando tornava dai suoi viaggi, Alessio faceva da catalizzatore e riuniva a casa sua tutti coloro che per poco o lungo tempo hanno gravitato attorno alla comitiva fondata nel 1993 in quella che un tempo era Piazza delle Erbe e oggi della Libertà. Alessio sapeva che il suo amico Massimo Squarci si addormentava spesso prima della fine della cena, quindi aveva riservato per lui uno spazzolino da denti nel suo bagno, in modo che potesse rimanere a dormire, se preso da un attacco di sonno. “Potevamo andare a casa sua senza neanche avvisare, perché era un vero amico, sincero e leale, grande lavoratore. Era un ragazzo molto educato e discreto: non ha mai detto una parola fuori posto; era orgoglioso e non chiedeva facilmente aiuto” dice Alessandro Russo, fondatore della comitiva. “Ho fatto moltissime vacanze in moto con lui: una volta siamo arrivati fino alle Marche per una due giorni e lui è uscito di strada ma non me ne sono accorto immediatamente, quando sono tornato indietro l’ho visto che, caparbio, tentava di risollevare la sua Ducati; il giorno dopo lui si è fatto i 400 chilometri del ritorno con il manubrio storto. Una settimana fa mi ha detto che progettava di ri-noleggiare una moto, appena si fosse sentito meglio”.

Alessio era un’amante dello snowboard e spesso realizzava video con cui immortalava l’inizio e l’epilogo delle giornate sulla neve. Daniele Panei ricorda ancora che nel 2004 sono partiti insieme per andare a Les Deux Alpes, orientandosi con un itinerario suggerito da un amico. “Arriviamo in quella che doveva essere la destinazione e notiamo pochissima neve, allora chiediamo informazioni e scopriamo di essere arrivati in realtà a Les Alpes e che mancavano ancora quattro ore di viaggio” ricorda Daniele. “Giunti finalmente alla mèta, abbiamo dormito in auto perché era tardi e tutte le strutture erano chiuse: ci siamo svegliati bloccati da un metro di neve”.

“Tra il 1999 e il 2002 il Fitzcarraldo, la discoteca aretina, era una tappa fissa per noi tutti”, racconta Stefano Monachini, amico e cugino, “ed erano spesso le ragazze che andavano ad importunarlo, perché era un bel tipo”, anche se la sua ragazza storica è stata Alessandra, con cui è stato per dieci anni, fino al 2004. Amava il mare e ci andava spesso, anche in inverno, anche da solo, oppure con qualcuno della comitiva come passeggero, ma si prendeva il lusso di snobbare la domenica. Il tifo per la Roma era soprattutto un pretesto per seguire le partite con gli amici; appassionato dei Pink Floyd, Alessio aveva sempre il PC acceso per ascoltare la musica, anche in vacanza. Beveva caffè al mattino e soprattutto la sera, quando doveva essere doppio e in tazza grande; amava mangiare e bere vini di buone etichette e, tra i sogni che non ha fatto in tempo a tirare fuori dal cassetto, c’era quello di diventare sommelier.