“Un giorno potrò raccontarti” la canzone sul Covid di Andrea Salvatori è un successo social

60.000 visualizzazione sui social per la canzone del cantautore tiburtino dedicata alla figlia Jasmine di 4 anni

15 / 06 / 2020
“IL VENDITTI TIBURTINO” NEL ‘99 COMPOSE L’INNO DELLA TIVOLI CALCIO “Tivoli, c’è solo la Tivoli” è l’inno che tutti i tiburtini hanno cantato almeno una volta nella vita. A comporlo nel 1999 in occasione dell’ottantesimo anniversario della squadra cittadina è stato proprio Andrea Salvatori in collaborazione con Silvio Fantozzi, maestro e direttore d’orchestra. “Avevo 21 anni, ed ero arrivato alla finale per la selezione di Sanremo Giovani. Fu l’allora assessore allo Sport, Gabriele Garberini con cui ero in contatto a chiedermi di comporre un inno per la squadra di calcio che festeggiava l’anniversario ma ancora non aveva un inno. Così entrai in contatto con il presidente di allora della Tivoli, Filippo Lori e in pochi giorni il pezzo era pronto” racconta Salvatori. “è stato un onore per me, ho sempre amato il calcio – è Juventino – e da allora sono entrato nella tifoseria ufficiale della Tivoli. Oggi vado ancora allo stadio, ma non in curva perché altrimenti poi grido così tanto che finisco la voce che mi serve per lavorare! (Ride).

 

Di Elena Giovannini

Un padre che racconta alla figlia di appena quattro anni i giorni del Coronavirus. Vite stravolte, un intero paese fermo, la paura ma anche la speranza che hanno scandito i giorni chiusi in casa. Sono emozioni ancora fresche nella memoria di tutti che lentamente si stanno trasformando in ricordi e che Andrea Salvatori, cantautore tiburtino di 42 anni ha fissato per sempre in musica e parole nella sua canzone “un giorno potrò raccontarti”, dedicata alla figlia Jasmine di appena 4 anni. Perché la musica è una fotografia dell’anima, capace di riportarci alla memoria i sentimenti proprio come fanno alcune  immagini anche a distanza di anni. Il brano è diventato virale sui social, dove ha raggiunto oltre 60.000 visualizzazioni a poco più di una settimana dalla sua pubblicazione. Andrea, molto conosciuto a Tivoli per aver composto l’inno della Tivoli Calcio nel 1999 “Tivoli, c’è solo la Tivoli” in occasione dell’ottantesimo anniversario della squadra, è tornato al lavoro il 4 maggio nello studio di Geometra e ora spera di tornare presto sui palchi dei locali del Nord-Est e delle cerimonie private dove da anni si esibisce nei suoi spettacoli di chitarra e voce. Ci ha raccontato come ha trascorso la quarantena e cosa significa per lui questa canzone.

“IL VENDITTI TIBURTINO” NEL ‘99 COMPOSE L’INNO DELLA TIVOLI CALCIO
“Tivoli, c’è solo la Tivoli” è l’inno che tutti i tiburtini hanno cantato almeno una volta nella vita. A comporlo nel 1999 in occasione dell’ottantesimo anniversario della squadra cittadina è stato proprio Andrea Salvatori in collaborazione con Silvio Fantozzi, maestro e direttore d’orchestra. “Avevo 21 anni, ed ero arrivato alla finale per la selezione di Sanremo Giovani. Fu l’allora assessore allo Sport, Gabriele Garberini con cui ero in contatto a chiedermi di comporre un inno per la squadra di calcio che festeggiava l’anniversario ma ancora non aveva un inno. Così entrai in contatto con il presidente di allora della Tivoli, Filippo Lori e in pochi giorni il pezzo era pronto” racconta Salvatori. “è stato un onore per me, ho sempre amato il calcio – è Juventino – e da allora sono entrato nella tifoseria ufficiale della Tivoli. Oggi vado ancora allo stadio, ma non in curva perché altrimenti poi grido così tanto che finisco la voce che mi serve per lavorare! (Ride).

Andrea, come hai scritto “Un giorno potrò raccontarti”?

Mi ricordo che ero a casa e avevo appena realizzato insieme a mia figlia l’arcobaleno da appendere al balcone. Era il 28 marzo in pochissime ore mi sono ritrovato già nel mio studio a scrivere il testo e arrangiare la melodia e il giorno dopo l’ho registrata alla Siae. È stata una folgorazione improvvisa: me la portavo dentro da un po’ e ho tirato fuori in poco tempo tutte le emozioni di questo periodo difficile che l’Italia ha affrontato con coraggio.

Sui social hai raggiunto oltre 60.000 visualizzazioni. Ti aspettavi questo successo?

È stato una bellissima sorpresa, soprattutto leggere i tanti commenti da tutta Italia di tante persone che si sono rispecchiate nel mio testo e hanno voluto condividere con me le loro emozioni.

Quale è il messaggio che volevi trasmettere?

La canzone intreccia ciò che abbiamo vissuto a livello nazionale ma anche momenti di vita quotidiana di chi, come me, ha passato questi giorni chiuso in casa con la famiglia. Il mio è un tentativo di lasciare un ricordo di questi giorni che nel bene o nel male ci hanno cambiato. È stato un periodo molto duro, tragico, ma la canzone non vuole essere triste, ma dare un messaggio di speranza esprimere memoria e rispetto per chi ha perduto i propri cari.

L’INTERVISTA COMPLETA IN EDICOLA SU TIBURNO DEL 16 GIUGNO