GUIDONIA - Cave, spunta l’immancabile “Corvo”

In una lettera anonima all’Autorità Anticorruzione punta il dito su politici e imprenditori: “Nel Comune tutti i giorni succedono cose gravi”

29 / 06 / 2020
In una lettera anonima all’Autorità Anticorruzione punta il dito su politici e imprenditori: “Nel Comune tutti i giorni succedono cose gravi”

L’autore scrive in un italiano corretto e istituzionale, conosce bene gli indirizzi degli Organi che esercitano le funzioni di controllo e l’azione penale. Ma soprattutto è al corrente di quanto avviene all’interno del Municipio puntando il dito su chi gestisce il rapporto coi cavatori.

Incombe un “Corvo” sull’amministrazione grillina e sul nuovo Schema di Convenzione che dovrà regolare i rapporti tra Comune e le aziende del settore estrattivo.
Una Convenzione che ha mandato in pezzi la maggioranza con la fuoriuscita dal M5S delle portavoce Anna Checchi e Lorena Roscetti e la conseguente revoca delle deleghe a Davide Russo da parte del sindaco Michel Barbet.

L’immancabile “Corvo” guidoniano è l’autore di una lettera anonima protocollata a Palazzo Matteotti l’8 giugno scorso e indirizzata al Presidente del Consiglio comunale Angelo Mortellaro.
Il primo destinatario è Francesco Merloni, nuovo Presidente dell’Anac, l’Autorità nazionale Anticorruzione, ma il “Corvo” ha scritto anche alla Procura di Tivoli e alla Corte dei Conti
“Nel Comune di Guidonia tutti i giorni succedono cose gravi”, premette l’anonimo raccontando quanto sarebbe accaduto giovedì 4 giugno durante la Commissione Consiliare Ambiente presieduta dal portavoce del Movimento 5 Stelle Alessandro Cocchiarella alla quale avrebbe partecipato anche il Presidente del Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano Filippo Lippiello.
All’ordine del giorno, proprio il problema cave, tema caldo discusso in assenza del Dirigente del settore Egidio Santamaria. “Cocchiarella permette al signor Lippiello di intervenire e spiegare perché va votata la proposta di convenzione che regolamenta la coltivazione delle cave. Assurdo che un imprenditore in pieno conflitto d’interessi spiega – anzi – convince – i membri della Commissione consiliare perché votare la convenzione così come preparata dai suoi amici (Assessora Strani, Consigliere Cocchiarella e qualche avvocato che gironzolava tra cave e Comune)”.

Altra stoccata il “Corvo” la riserva al dirigente Santamaria e a quelle aziende che cavano in mancanza delle fidejussioni. “Il suo non agire crea danno all’Ente ed è perseguibile dalla Magistratura contabile”.

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