Crollo del Pil del 12,4% nel secondo trimestre 2020

Lo segnala lo studio preliminare dell’Istat, con la previsione annua a -17,3%

Un Pil giù del 12,4%, nel secondo trimestre del 2020, con la previsione annua a -17,3%: è l’Istat a sottolinearlo nel suo studio preliminare. Tra aprile e giugno si è perso qualcosa come

50 miliardi di euro rispetto al trimestre precedente.

Un calo legato alle misure restrittive dovute al lockdown. Visti i dati, si conferma la recessione in atto, anche perché in termini congiunturali si registra il terzo ribasso consecutivo.

La variazione congiunturale del Pil, dice l’Istat, è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti i comparti produttivi, dall’agricoltura, silvicoltura e pesca, all’industria, al complesso dei servizi. L’Istituto di statistica fornisce numeri provvisori pure per luglio e i consumi, evidenziando come l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,1% su base mensile e dello 0,3% su base annua (da -0,2% del mese precedente). L’inflazione negativa continua a essere determinata per lo più dagli andamenti dei prezzi dei beni energetici, che registrano tuttavia una flessione meno marcata (da -12,1% a -9,7%).

A luglio, spiega poi l’Istat, rallentano i prezzi del cosiddetto carrello della spesa, cioè beni alimentari, per la cura della casa e della persona: si passa al +1,5% dal +2,1% di giugno.

 

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