Debito pubblico in crescita di quasi 30 miliardi

La Banca d’Italia diffonde i dati del bilancio dello Stato, e non sono proprio bellissimi, con entrate diminuite di 2,7 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2019

16 / 09 / 2020

Il rapporto

Il debito pubblico in crescita, le entrate in calo: ecco in estrema sintesi cosa è successo al bilancio dello Stato nello scorso mese di luglio. Ce lo racconta la Banca d’Italia, attraverso la sua

pubblicazione statistica “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”.

In pratica, il debito delle Amministrazioni pubbliche è stato pari a 2.560,5 miliardi, ovvero un aumento di quasi 30 miliardi di euro, esattamente 29,9, rispetto al mese precedente.

Per l’istituto, l’incremento è dovuto, oltre al fabbisogno del mese (7,9 miliardi), all’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (23,3 miliardi, a 83,9). Mentre gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione del tasso di cambio, hanno nel complesso ridotto il debito di 1,3 miliardi.

Scendendo nel dettaglio, se il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 29,6 miliardi, quello delle Amministrazioni locali è pari a 0,3 miliardi. Rimane quasi invariato invece il debito degli Enti di previdenza.

Rispetto al mese precedente, segnala il report, la vita media residua del debito è rimasta costante a 7,3 anni. La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia è aumentata di 0,5 punti percentuali, al 19,7 per cento; con riferimento ai soli titoli di Stato, la quota detenuta dalla Banca d’Italia è aumentata di 0,6 punti, al 23,2 per cento. Banca d’Italia segnala poi che a luglio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 43,8 miliardi, in diminuzione del 5,7 per cento (-2,7 miliardi) rispetto allo stesso mese del 2019. E ancora: nei primi sette mesi del 2020 le entrate tributarie sono state pari a 213,7 miliardi, in diminuzione del 9,4 per cento (-22,1 miliardi) rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso.