Volley Monterotondo, Orsolini dopo l’incidente: “Ho avuto paura, ora sogno di tornare”

Il giovane 20enne racconta i brutti momenti passati, poi guarda al futuro: “Ai miei compagni dico che non si libereranno facilmente di me”

19 / 09 / 2020
Volley Team Monterotondo, Orsolini dopo l’incidente: “Ho avuto paura, ora sogno di tornare in campo”
Volley Team Monterotondo, Orsolini dopo l’incidente: “Ho avuto paura, ora sogno di tornare in campo”

di Valerio De Benedetti

Erano circa le due e mezza del 25 luglio quando nei pressi del civico 127 in via delle Molette a Mentana, un Bmw Serie Uno guidato da un 34enne con un tasso alcolemico pari a 1,90 grammi per litro di sangue (quattro volte superiore al consentito), coinvolgeva in uno scontro frontale la Smart del quasi 20enne Stefano Orsolini, libero del Volley Team Monterotondo. Un incidente spaventoso dove ad avere la peggio fu proprio il giovane sportivo. Le gambe rimaste incastrate nel cruscotto, oltre un’ora e mezza d’agonia prima dell’intervento dell’ambulanza e del trasporto fino al Sant’Andrea. “Al ginocchio avevo una frattura esposta e vedevo tutto. Ho avuto un po’ di paura, le fratture erano diverse. Alla destra fortunatamente avevo solo alcune ferite al ginocchio. Sono rimasto incastrato per molto tempo nella macchina. All’inizio mi sono passate tante cose per la testa, ma non pensavo alla pallavolo, nonostante fosse la mia vita”, le sue parole quasi due mesi dopo il tragico episodio. Oggi Stefano sta meglio, nonostante sia costretto a muoversi sulla sedia a rotelle. Ogni giorno si reca all’ospedale per la fisioterapia, sogna di tornare presto alla sua vita di tutti i giorni.

Stefano, l’immagine insieme ai tuoi compagni ha emozionato tutti…
Sono andato lì per fargli capire che non si libereranno di me molto facilmente (ride ndr). Mi sarebbe piaciuto far parte del gruppo, però rivederli è stato bello. Sarei dovuto essere ancora in ospedale, ho bruciato le tappe e ne ho approfittato per tornare da loro. A me fa sempre piacere stare in palestra, ci sto da quando ho 10 anni, sono come una famiglia. Sto bene con loro nonostante abbiamo età differenti. I miei compagni sono tutti fantastici, non li rivedevo dalla quarantena. Eravamo primi in classifica quando tutti i campionati sono stati fermati. Poi la notizia della promozione in Serie B, era un sogno che si avverava.

Ora sogni di tornare in campo, ci sono stati momenti in cui hai avuto paura di dover smettere?
Per come era partita sembrava che io dovessi chiudere. Gli ortopedici erano convinti che a me mancasse un pezzo del ginocchio. Invece con il secondo intervento che ho fatto una settimana dopo, hanno visto che la rotula era rotta in quattro. Sono riusciti ad attaccare i pezzi senza aggiungere protesi. Se farò bene la fisioterapia potrò tornare. Sarà complicato, sarà lunga, però per come stava andando e per come poteva andare, sono molto contento. I ragazzi in tutto ciò mi sono stati molto vicino.

Possiamo dire che lo sport ti ha aiutato a pensare con maggiore ottimismo al futuro?

Stare in palestra mi dà stimoli, essere con loro è sempre un piacere, vivere il gruppo mi fa bene a livello mentale. Ho investito molto tempo della mia vita in palestra. Se non avessi fatto sport a un livello così buono, forse non avrei tutta questa smania di uscirne fuori e tornare. Voglio farlo per me, voglio ricominciare. Sono a Monterotondo da quando ho 11 anni, sono cresciuto lì. Ho passato tutta l’adolescenza e fatto sacrifici, loro hanno investito su di me. Adesso che sono arrivato fin qui, non ho intenzione di smettere per colpa di qualcun altro.

I medici ti hanno dato una tabella di marcia? Ti hanno detto quando potrai tornare?
Purtroppo in queste situazioni vivi alla giornata. Se guardi troppo in avanti potresti demoralizzarti. Però è anche vero che bisogna sempre ricordarsi perché lo fai. Fin da piccolo sognavo di giocare la Serie B, giocare a quei livelli è sempre stato il mio sogno. Provo dispiacere per non poter iniziare la stagione con loro.

Qual è il tuo sogno e prossimo obiettivo adesso?
Il mio sogno è tornare per fine campionato, però dipende da come risponde il corpo alla fisioterapia. Ci vuole tigna, voglia e io ce l’ho. In questi giorni ho scelto anche l’università. Mi sono iscritto a ingegneria informatica a Tor Vergata.