La Regione affida l’area protetta di Stacchini al Parco Monti Lucretili

Ancora una novità nella lunga vicenda di Stacchini, la gestione dell’area protetta (il Sic dei Travertini Acque Albule) è stata affidata all’Ente Parco dei Monti Lucretili. La giunta regionale ha ufficializzato la proposta avanzata nei giorni scorsi dal consigliere regionale del Pd Marco Vincenzi.

24 / 09 / 2020

“Cosi come già avvenuto per il Parco dell’Inviolata di Guidonia – spiega Vincenzi – . In tal modo potrà essere avviato un percorso di recupero di legalità, di riqualificazione e di sviluppo sostenibile. Sul territorio dei comuni di Tivoli e Guidonia la regione, in continuità con i programmi e i progetti delle passate amministrazioni di centro-sinistra, prevede investimenti ingentissimi: il Nuovo Ospedale di Tivoli di oltre 350 posti letto, la nuova viabilità per l’evento della Rider Cup di Guidonia, la Galleria di Tivoli, la Minimetro tra Tivoli Terme e Tivoli centro, il raddoppio della Tiburtina tra Ponte Lucano, Tivoli Terme e Setteville di Guidonia. Investimenti di centinaia di milioni di euro che la regione metterà in campo per implementare uno sviluppo economico sostenibile dal punto di vista ambientale, promuovere la tutela della salute e rendere vivibile anche dal punto di vista delle vie di comunicazione e dei trasporti, il distretto di Tivoli e Guidonia che accoglie una popolazione di oltre 150 mila abitanti. Non possiamo perciò consentire la realizzazione di uno sconsiderato progetto che sperperando risorse pubbliche rovinerebbe irrimediabilmente attraverso una mostruosa colata di cemento un’area tutelata dalla comunità europea per soli fini di profitto privato”.

Grazie alla decisa azione dei consiglieri comunali del Pd – prosegue il consigliere, ed ex sindaco di Tivoli -, ad altri gruppi consiliari di opposizione e alle associazioni ambientaliste locali finalmente la società proprietaria dell’area c.d. Stacchini ha iniziato la rimozione dei rifiuti che, pericolosamente e indegnamente, si sono accumulati su quei terreni, rappresentando una grave situazione di degrado e pericolo per la salute dei cittadini e per l’ambiente. Viene così smascherato l’inganno dell’amministrazione tiburtina che con ingenti somme di soldi pubblici (ben 5 milioni di euro) voleva regalare a chi per legge è obbligato a tenere in sicurezza, sia per l’ambiente che per la salute, i propri terreni, tentando in più di consentire una vera e propria colata di cemento (oltre due milioni di metri cubi) in variante al piano urbanistico ed in spregio alle tutele ambientali previste dalla comunità europea”.