GUIDONIA – Parco dell’Inviolata, impallinato mentre riposava su un prato

03 / 02 / 2021

Un pisolino dopo aver fatto una passeggiata nel Parco dell’Inviolata, poi ad un tratto il botto e la testa che sanguinava per via di un colpo di fucile sparato da un cacciatore nascosto tra la vegetazione: è questa la storia surreale capitata a Marco, 36enne programmatore di Marco Simone, che Sabato 30 Gennaio si è recato nel parco naturale per visitare il “Mausoleo di Monte dell’Incastro”, ma che sarebbe potuto trasformarsi in tragedia.

Una volta arrivato sul luogo, e constatata l’impossibilità di entrarvi per via dell’ingresso ostruito da della terra accumulatasi nel piccolo pertugio dal quale si può accedere al mausoleo, ha deciso di pasteggiare e riposarsi un pò sulla collinetta che sovrasta il pantheon ipogeo.

Mentre era steso sul suo telo, Marco ha sentito un botto, che ha dapprima associato ad un petardo, ma una volta vistosi sanguinare ha capito immediatamente che non si trattava di un petardo, ma di un colpo di fucile, infatti girandosi ha subito notato un cacciatore tra la vegetazione che, forse scambiandolo per una preda, ha sparato nei confronti dell’uomo.

Alla richiesta di spiegazioni da parte di Marco, il cacciatore ha pensato bene di non rispondere, nè prestare soccorsi, ma bensì di allontanarsi velocemente dal luogo, facendo perdere le proprie tracce nonostante le grida di Marco.

L’uomo, colpito e sanguinante, ed ovviamente preoccupato per la sua salute, è tornato verso la sua macchina per recarsi il piu velocemente possibile all’ospedale di Tivoli, che dopo averlo curato, ha constatato come i pallini entrati nella testa, nel petto e negli arti dell’uomo, non potevano essere estratti, così da obbligare Marco a tenere dentro di sè i segni di quel brutto incidente.

L’identikit del cacciatore è già stato diffuso alle forze dell’ordine, ma -come ci spiega il 36enne- è molto vago, dal momento che una volta vistosi sanguinare, non ha prestato particolare attenzione al cacciatore che lo aveva colpito, complice anche la vegetazione fitta in cui l’uomo si era appostato, Marco non è riuscito a vedere bene chi fosse, ma dai pochi ricordi che riaffiorano nella mente, lo ha descritto come un anziano vestito in mimetica da cacciatore, che imbracciava un piccolo fucile, probabilmente per cacciare i volatili, con al seguito un piccolo cane di colore bianco.