Il declino delle nascite in Italia: -3,8% nel 2020 rispetto al 2019

Non ci si aspettava un dato del genere, con i nuovi nati al minino storico di fronte a un elevato numero di decessi, mai così tanti dalla fine della II guerra mondiale. Lo segnala l’Istat

27 / 03 / 2021
Nascite

I dati parlano chiaro: in Italia c’è un vero e proprio declino delle nascite, già iniziato nel 2015 e ora amplificato dalla pandemia. Lo rivela il report dell’Istituto Nazionale di Statistica “La dinamica demografica durante la pandemia Covid-19- anno 2020”. Nell’orribile 2020, il cui disastro è ben lontano dall’essere terminato, ci sono stati soltanto 404mila nati (ovvero -3,8% in confronto all’anno precedente ), a fronte di ben oltre 746mila decessi, quasi 112mila in più di quanto successo nel 2019, il numero più alto dal secondo dopoguerra.

Saranno sorpresi quelli che vedevano nella pandemia, nonostante la sua bruttura, una possibile ripresa della natalità. Invece, la diffusione dei contagi, le restrizioni di movimento, la limitazione di eventi e occasioni di incontri, hanno determinato un vero e proprio “inverno” demografico che sembra non lasciare molto futuro al nostro paese in cui, al 31 dicembre 2020, segnala l’Istat, la popolazione residente risulta inferiore di quasi 384mila unità rispetto all’inizio dell’anno, come se fosse sparita una città grande quanto Firenze. Alla fine dell’anno scorso gli italiani erano 59 milioni e 257mila, cioè lo 0,6% in meno del 2019.  Dal punto di vista geografico, le nascite, sottolineano gli esperti, sono minori al  Nord-Ovest, con – 4,6%, mentre al Sud la quota è al -4%.

Il panorama tracciato dall’Istat segnala poi, accanto al calo delle nascite e all’aumento delle morti, una sensibile riduzione dei movimenti migratori (all’anagrafe le iscrizioni di cittadini provenienti dall’estero sono state solo 220.533), un fenomeno che si mostra assolutamente preoccupante davanti all’emergenza denatalità.

I numeri ci dicono pure che è in flessione il numero dei matrimoni, il 47,5% in meno sul 2019, -68,1% quelli religiosi e -29% quelli civili.