Il mercato del lavoro è ancora stagnante

Il mercato del lavoro è ancora stagnante e ad essere penalizzate continuano ad essere le donne, 76mila in meno rispetto al 2019. Le analisi della Banca d’Italia e del Ministero del lavoro

29 / 03 / 2021
lavoro

Il mercato del lavoro è ancora in una situazione stagnante principalmente a causa della pandemia: lo segnala un report realizzato da Banca d’Italia con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

Nei primi due mesi del 2021 il saldo tra le posizioni attivate e quelle giunte al termine rimane simile ai valori dell’anno precedente: 697mila attivazioni contro 707mila cessazioni.

Dall’inizio della crisi pandemica, cioè dal 1° marzo 2020 fino al 28 febbraio 2021, i nuovi posti di lavoro in meno rispetto ai 12 mesi precedenti sono stati circa 300mila: c’è però un piccolo recupero, poiché il minimo è stato raggiunto alla metà di giugno, con 600mila posti di lavoro in meno. Quindi, una mini ripresa c’è stata, anche se stiamo ben lontani dal rilancio dell’occupazione. A essere colpite in prima linea sono le donne, molto presenti nel settore terziario che è quello maggiormente penalizzato in assoluto, con oltre 140mila posti in meno, soprattutto nel turismo. A fine febbraio le posizioni lavorative occupate da donne erano circa 76mila in meno rispetto a un anno prima; quelle occupate da uomini erano invece 44mila in più.

Secondo i tecnici del rapporto, nonostante la situazione di incertezza, è diminuita l’instabilità, poiché il dato positivo è che sono aumentati a 259mila i lavoratori con impieghi a tempo indeterminato, frutto probabilmente di blocco dei licenziamenti e anche dei sostegni dei diversi incentivi dello Stato. Tanto è vero che le aziende hanno stabilizzato già a fine 2020, oltre 100mila contratti a tempo determinato, ovvero 20mila in più rispetto all’ultimo mese del 2019.

Segnali positivi nel settore delle costruzioni e nel trasporto merci su strada, probabilmente trainato dall’aumento dell’e-commerce.