2019

Mercato dellโ€™auto: ancora un KO rispetto al 2019

Continua il calo delle immatricolazioni per le auto: ad aprile 2021, rispetto allo stesso mese del 2019, siamo a un calo di quasi il 23% a livello europeo, con lโ€™Italia a -16,9%. Ce la faranno a sopravvivere i concessionari dellโ€™Italia e del nostro nord-est?

Il dato del mercato dellโ€™auto, a livello europeo, continua ad essere in affanno: le immatricolazioni di aprile 2021, rispetto allo stesso mese del 2019, segnano un -22,7%. Certo, ci sono stati segnali positivi per quanto riguarda gli acquisti di auto ibride ed elettriche che in tutta Europa hanno segnato un +225,9%, rispetto ad aprile 2020, pesantemente segnato dal lockdown quando tutto era fermo, ma รจ โ€œfalsa gloriaโ€, poichรฉ il riferimento reale e corretto rimane appunto aprile 2019 in relazione al quale mancano allโ€™appello 300mila vetture. Del resto, ricordano gli esperti (come Acea, lโ€™associazione dei costruttori che operano in Europa), il mese di aprile 2020 รจ considerato come il peggiore in assoluto sul fronte immatricolazioni.

Nel dettaglio, cโ€™รจ da notare che noi italiani abbiamo un calo accumulato sempre rispetto al 2019 del 16,9%, mentre va peggio per Germania -25,6%, Francia -21,5% e addirittura -34,2% per Regno Unito e -39,3% per la Spagna. Insomma, anche se lโ€™Italia la situazione รจ un pochino migliore degli altri paesi dellโ€™Europa occidentale, quel quasi -17% delle immatricolazioni fa pensare fortemente allo stato di sofferenza del comparto di tutto il paese e anche nel nostro nord-est, i cui concessionari riusciranno a resistere, a sopravvivere?

Crollo rispetto al 2019: salta qualche concessionario a nord-est?

Il fatto da tenere a mente รจ poi che lโ€™Italia (in cui il parco auto รจ uno dei piรน vecchi di tutta Europa, con un’etร  media di 12 anni) vede in aprile una penetrazione di auto elettriche ancora bassa: la quota di vetture โ€œalla spinaโ€ (BEV e PHEV) ha raggiunto appena il 7,9%. Secondo lโ€™Unrae, Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, continua invece lโ€™ascesa dei modelli ibridi, settore in cui lโ€™Italia mantiene il primato con una quota del 28,7% rispetto al 19,4% degli altri quattro paesi (Germania-Francia-Spagna-Regno Unito), record dovuto in massima parte agli incentivi statali erogati alla fascia di emissioni 61-135 g/km di COโ‚‚ e al fatto che le auto ibride โ€œfullโ€ e โ€œmildโ€ non hanno bisogno di infrastrutture di ricarica, di cui in da noi cโ€™รจ ancora carenza. Perรฒ gli incentivi di cui sopra, pur in parte capaci di contenere qualche perdita ma non certo di ritornare ai valori del 2019, sono esauriti lโ€™8 aprile e allโ€™orizzonte, senza ulteriori bonus, ci potrebbe essere una flessione peggiore.

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