Rimbalzo del Pil sopra il 4,5% per il governatore della Banca d’Italia

Nelle Considerazioni finali del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco circa la Relazione annuale 2020, spazio a un cauto ottimismo con il rimbalzo del Pil sopra il 4,5% per il biennio 2021/22

31 / 05 / 2021
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Un rimbalzo del Pil che potrebbe superare il 4,5% stimato dal governo per il biennio 2021/22, riprendendo vigore dopo la caduta del 6,6 nel 2020: cauto ma ottimista il commento del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nelle sue Considerazioni finali circa la tradizionale Relazione annuale del 31 maggio, che fotografa le sorti dell’economia nazionale. Il panorama futuro, secondo il governatore, vede l’incertezza via via messa all’angolo, grazie alla fiducia e alla forza generata dalla campagna vaccinale. Inoltre, c’è quel “piccolo” elemento in più, quel Recovery plan, declinato in Italia come Pnrr, piano nazionale di ripresa e resilienza, strumento che attuerà il Next Generation Eu e sotto questo volto sarà in grado di spingere la rinascita economica, sostenendo la fiducia degli operatori economici e dei mercati finanziari. Se, ha sottolineato il governatore Visco, si sarà in grado di realizzare le riforme strutturali, evitando allo stesso tempo l’esplosione del debito pubblico e mantenendo la coesione sociale. Sì, perché la pandemia, oltre all’emergenza sanitaria, ha creato grossi problemi nell’occupazione, che ha registrato gravi perdite, soprattutto verso giovani, donne, lavoratori precari, aumentando la povertà estrema che, ha sottolineato Visco, “secondo la Banca mondiale, è di circa il 10 % della popolazione, con un incremento di oltre 100 milioni nell’ultimo anno. Senza la risposta decisa e tempestiva delle politiche economiche i danni sarebbero stati più gravi; la cooperazione tra paesi e il coordinamento tra le autorità monetarie e di bilancio hanno segnato una netta inversione di tendenza rispetto al recente passato.

Per il governatore Visco guidano la ripresa le imprese dinamiche e innovative

“Gli interventi del Governo hanno permesso di contenere le ripercussioni della pandemia sulle famiglie e sul sistema produttivo”, grazie all’estensione della cassa integrazione e alle diverse misure per soddisfare il fabbisogno di liquidità delle imprese. Tra queste, secondo Visco c’è un segmento in crescita caratterizzate da dinamicità e innovazione, e proprio a loro si deve “il recupero di competitività sui mercati internazionali”, ma resta la fragilità del tessuto produttivo per tante piccole aziende che non dedicano attenzione allo sviluppo e alla ricerca, portando a lavori non specializzati e salari minimali.

I progetti del Pnrr vanno realizzati presto e bene

Ha rivelato ancora Visco: “Benché in ripresa, principalmente per il rincaro delle materie prime, le prospettive a medio termine dell’andamento dei prezzi al consumo restano deboli”. I consumi sono diminuiti del 10,7%, e la contrazione della spesa è stata significativa anche per le famiglie che dichiarano di non avere difficoltà finanziarie. Il governatore ha rimarcato spesso nel suo discorso che l’agenda delle riforme è vasta, da realizzare secondo un calendario serrato, mettendo a frutto gli oltre 235 miliardi del Pnrr (sigla che non deve avere un “vago significato”) lungo un arco di sei anni. Tra le battute finali di Visco: “Dopo la pandemia deve aprirsi una nuova epoca, un’epoca di cooperazione multilaterale intensa, di riduzione delle ingiustizie diffuse, di creazione di nuove opportunità. Non dovrà mancare la partecipazione, responsabile ed equilibrata, dell’Europa”.