Bloccati i ricoveri in elezione negli ospedali dell’Asl Roma 5

La sede della Direzione Generale dell'Asl Roma 5
La sede della Direzione Generale dell'Asl Roma 5

Stop ai ricoveri in elezione negli ospedali dell’Asl Roma 5, ovvero quelli programmati dal medico curante in accordo con paziente e struttura ospedaliera e quindi non le emergenze che arrivano dal pronto soccorso

Il provvedimento, adottato lunedì 12, interessa tutte i nosocomi dell’Azienda, da Tivoli a Subiaco, da Guidonia Montecelio a Colleferro, passando per Monterotondo e Palestrina.

A denunciare la situazione è la Cisl FP che critica la scelta presa dai vertici della Roma 5. “Una disposizione che appare generica – criticano il segretario territoriale Dimitri Cecchinelli ed il delegato Claudio Ferraro – e per cui chiediamo urgenti delucidazioni. Questa decisione genera diverse criticità, che si ripercuotono ad esempio sull’utenza che ha effettuato la pre-ospedalizzazione da molti mesi che già ha scontato un cospicuo ritardo nel pretendete blocco dovuto all’emergenza covid”.

L'ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli

L’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli

I PAZIENTI ONCOLOGICI

“Ci sono anche molti ricoveri legati a patologie e cure oncologiche che non possono essere oltremodo ritardate – proseguono Cecchinelli e Ferraro -. Crediamo fermamente che se ci fosse stato un preventivo confronto con le varie figure professionali che gestiscono, e quindi hanno il polso della situazione, della consistenza dei ricoveri in elezione magari si sarebbe potuto arrecare meno disagio ad una platea di assistiti che sempre più spesso è rappresentata da anziani fragili con reti familiari talvolta inesistenti”.

Il Dg della Roma 5 Santonocito e l'assessore regionale alla Sanità D'Amato

Giorgio Giulio Santonocito, Dg dell’Asl Roma 5, alla riapertura dei lavori per l’ala vecchia dell’ospedale di Tivoli con l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato

STOP AI RICOVERI, PERCHE’?

“Se la motivazione del provvedimento fosse la saturazione dei posti letto dell’azienda riteniamo che sarebbe bastata una disposizione con cui si impartiva ad ogni reparto con letti di degenza di riservare una quota degli stessi per far fronte ad eventuali sovraffollamenti derivanti da afflusso eccessivo in pronto soccorso”.

“Se invece il provvedimento mira alla creazione di posti letto dedicati alla gestione di pazienti positivi a tampone molecolare Sars Cov-2, allora riteniamo che sia doveroso ed urgente un confronto in merito”.

Sempre la Cisl FP, pochi giorni fa, aveva avanzato critiche sulla gestione del servizio dei tamponi chiedendo di potenziare la rete territoriale. Leggi la notizia.