Anche se il Covid frena, l’export nella provincia di Roma non si ferma

Secondo un’indagine di Cna Roma, nonostante i rallentamenti del Covid, l’export nella provincia di Roma non si arresta

09 / 06 / 2021
roma

Una piccola buona notizia per Roma e provincia, nonostante il Covid, l’export del Made in Italy non si ferma. Lo sottolinea l’indagine “Roma: Global Challenge”, uno studio realizzato dalla Cna di Roma, in collaborazione con Nina International, il GISLAB dell’Università dell’Aquila e con il contributo della Camera di Commercio di Roma sui trend degli ultimi 20 anni nelle esportazioni della provincia romana. La quota delle esportazioni, anche se non altissima, è cresciuta tra il 2015 e il 2020, passando dal 2 al 2,2% del totale nazionale, poco, certo, ma tale da indicare una linea positiva per il futuro. Tra Roma e provincia il modello che può essere vincente è legato alla forte specializzazione dei servizi offerti, pur soffrendo della crisi. Per la Cna Roma, in cima alla lista ci sono i comparti quali abbigliamento (con una quota in aumento da 1,5 a 1,6% del totale nazionale), maglieria (da 1,4 a 1,6%) e gioielleria (da 0,8 a 1%). Purtroppo il Covid ha danneggiato alcuni settori solitamente trainanti, quali quelli dell’agroalimentare, legati alla trasformazione e alla conservazione di frutta e ortaggi che nel 2020 hanno perso quota anche del 18% rispetto ai dati nazionali. Ma proprio quest’ultimo comparto rappresenta i punti di forza dell’export della provincia di Roma con bevande (con una quota del 2,1% sulle esportazioni italiane con un tasso di aumento dal 2013 oltre il 4,5%), frutta e ortaggi conservati (1%) e soprattutto olio (3,2%), con quote tendenzialmente crescenti. Rafforzata la posizione dei beni di consumo per la persona e per la casa. Il dettaglio ci parla soprattutto di pellicceria (+9,9%), pelletteria (+1,6%), illuminotecnica (2%). Bene pure il settore dei mobili, con un fatturato export provinciale di quasi 73 milioni di euro nel 2020, considerando che il comparto nazionale, causa pandemia, ha perso il 39% delle esportazioni. Ora bisogna puntare su ricerca, sviluppo, innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione per far ripartire l’economia della regione e rendere più competitive le pmi del Lazio, all’insegna della sostenibilità e per valorizzare le imprese che parteciperanno al prossimo Expo di Dubai.